BRUNO RIZZI – La Burocratizzazione Del Mondo

 28,00

Colibrì – 2002, Pagine 450

La prima analisi del collettivismo burocratico, il sistema di dominio della burocrazia comunista

 

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Descrizione

«Ecco il libro più sconosciuto del secolo, e si tratta appunto del libro che, fin dal 1939, ha risolto uno dei principali problemi in cui questo secolo si è imbattuto: la natura della nuova società russa, la critica marxista della forma di dominio che vi è apparso. Fu nel 1939 che il trotzkista italiano Bruno Rizzi pubblicò, con i propri mezzi, a Pari-gi, le parti prima e terza, ma non la seconda [inclusa anch’essa nella presente edizione], della sua opera La Bureaucratisation du Monde, firmata Bruno R. e redatta in francese. Subito condannate da Trotzky e dalla Quarta Internazionale, le tesi di Rizzi, che forniva-no la prima definizione della burocrazia come classe dirigente, sono state sistematicamen-te ignorate da due generazioni di compagni di strada o di pseudo-critici dello stalinismo; i quali, il più delle volte, sono stati gli stessi uomini che cambiavano menzogna a seconda del vento, che facevano sempre mostra di apprestarsi a sfondare una porta aperta da trenta o quarant’anni, ma vendendoci per sovrapprezzo le loro chiavi personali, e che alla fine indietreggiavano sempre davanti all’ampiezza titanica dello sforzo, che avrebbe messo fine al loro impiego. Essi non saranno ripubblicati da alcuno. Altri hanno saccheggiato Rizzi con una sicumèra tanto più tranquilla quanto più quelli preferivano ignorarlo. I rari detentori di un libro così ben scomparso che non ne esiste un esemplare nemmeno alla Biblioteca Nazionale, ne hanno approfittato con discrezione per farla da ricercatori di punta, e piacerebbe loro non perdere questa reputazione: dopo il 1968, i diversi esperti in contestazione titolari di uno stand presso quasi tutti gli editori francesi hanno esumato ogni sorta di scritti meno brucianti, ma mai Rizzi, che non tutti ignoravano. L’americano Burnham fu il primo a farsi un nome, con The Managerial Revolutioon (La rivoluzione manageriale), recuperando immediatamente questa critica proletaria della burocrazia, travestendola per proprio conto da inetto elogio di un innalzamento tendenziale del potere di decisione dei competenti «manager» nell’impresa moderna, a scapito dei semplici detentori di capitali. E più tardi la rivista francese «Socialisme ou Barbarie», riprendendo la denuncia dello stalinismo, manifestamente trovò in quest’opera fantasma di Rizzi la principale fonte delle sue concezioni, sicché l’originalità che i commentatori accon-sentono a riconoscere, tardivamente, a quel focolaio di riflessione ormai spento, parrebbe certo più considerevole se tutti continuassero a nascondere Bruno Rizzi. Il lettore di oggi percepirà agevolmente alcuni errori nella comprensione strategica delle forze in gioco nel momento molto cupo in cui questo testo comparve. Le sollevazioni dei lavoratori, da Berlino Est nel 1953 al Portogallo nel 1974-75, hanno in seguito molto migliorato la teoria di Rizzi. Il nostro partito non ha avuto ragione in un giorno; ha sviluppato la sua verità attraverso due secoli di lotte mutevoli. Ancora oggi non ha del tutto ragione, dato che di fianco ad esso è ancora possibile sopravvivere e falsificare. Ma già la società dominante, che non sa più gestirsi, non sa nemmeno più rispondergli.»

Guy Debord

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