CYRIL M. KORNBLUTH – Non E’ Ver Che Sia La Mafia

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Classici della fantascienza

Romanzo fantapolitico ambientato in una felice società libertaria governata dal crimine organizzato, minacciata da un attacco esterno.

Edizioni: Mondadori   Anno: 1977   pag. 207

 

COD: 018-18 Categoria:

2 recensioni per CYRIL M. KORNBLUTH – Non E’ Ver Che Sia La Mafia

  1. Libreria del Ponte

    Recensione di Guglielmo Piombini

    da Enclave n. 9

    David Friedman, nella rassegna sulla fiction fantascientifica contenuta alla fine de L’ingranaggio della libertà, raccomanda di leggere The Syndic, un romanzo di Cyril Kornbluth pubblicato negli Stati Uniti nel 1953: “E’ un’opera – scrive Friedman – che riguarda una società libertaria desiderabile, guidata dal crimine organizzato, alle prese con il problema della stabilità. Minacciata da nemici esterni, questa società è apparentemente destinata al collasso; qualsiasi energico tentativo di difenderla la renderà non più degna di essere difesa”.

    Tradotto in Italia nei Classici della fantascienza Urania con il titolo Non è ver che sia la mafia, il libro contiene numerosi spunti di riflessione per i lettori libertari. Quando uscì, il New Herald Tribune lo definì “un libro immorale, sovversivo, stimolante, divertentissimo”. L’autore descrive infatti “un’America felice, libera, pacifica, dove i cittadini sono contenti della società e la società dei cittadini. Non ci sono burocrati, e tutto funziona benissimo. Non ci sono tasse costrizioni, poliziotti, spese militari, apparati ed enti parassitari.” C’è solo un particolare: alla guida di questa serena utopia vi è la Mafia, minacciata però da un Clan rivale che ha rotto la lunga pax mafiosa alleandosi con il Governo americano in esilio. Il curatore dell’edizione italiana si chiede se questo scenario rappresenti “un paradosso, una feroce satira, un sogno segreto e irraggiungibile di libertà assoluta, o lo sbocco logico dell’anarchismo individualistico”.

    Il romanzo affronta una questione difficile della teoria libertaria: come deve comportarsi una società libera minacciata militarmente dall’esterno e infiltrata da nemici all’interno? La risposta di Kornbluth è sorprendente, tenuto conto che il romanzo uscì nel pieno della contrapposizione tra gli Stati Uniti e una potenza totalitaria come l’Unione Sovietica. L’obiettivo polemico dell’autore, infatti, è la deriva statalista che la società americana aveva preso negli ultimi decenni, a causa della diffusione delle ideologie progressiste e delle necessità di guerra. Mettendo provocatoriamente la mafia al governo della società libertaria statunitense, Kornbluth dimostra di essere completamente immune alla retorica collettivista mirante a far coincidere la democrazia con la libertà. Se tutti i governi – sembra dire l’autore – sono fondamentalmente delle organizzazioni criminali, allora sono di gran lunga più onesti e preferibili quelli che di fatto garantiscono la massima libertà individuale, senza celare la propria natura dietro altisonanti ideologie di giustificazione del potere.

    In realtà, la Mafia che nel romanzo regge l’intero sistema non è neanche definibile come “governo”, in quanto il suo potere si fonda esclusivamente sul carisma, sul prestigio, e sul favore popolare. La coercizione è ridotta al minimo, e anche le tasse sono essenzialmente volontarie: ognuno dà alla Mafia quello che vuole o quello che può. Né la Mafia aspira a farsi Stato: “La Mafia non è un governo – afferma ad un certo punto Zio Frank, l’ideologo della Mafia – Non deve assolutamente farsi irretire dai simboli e dal folklore di un governo, perché altrimenti si troverà prima incatenata, poi strangolata da essi. La Mafia è un’organizzazione con alte qualità morali e con una personalità gioviale, edonistica. Il fatto che abbia soppiantato il Governo si è verificato perché il Governo era diventato un’organizzazione con infime qualità morali e con una personalità inflessibile, puritana, e sado-masochistica”.

    La Mafia è andata al potere a seguito di una rivolta libertaria di massa contro il governo: “Lasciatemi ricordare ciò che il cosiddetto governa rappresenta: tasse brutali, soppressione del gioco d’azzardo, negazione dei più elementari piaceri della vita ai poveri e rigida limitazione di questi piaceri per tutti, tranne che per i ricchi, repressione sessuale duramente imposta con leggi penali di sconcertante barbarie, una selva di regolamenti e un’atmosfera generale di coercizione che domina ogni minuto della vita di ogni uomo. Queste – ricorda Zio Taylor – erano le caratteristiche del Governo quando era al potere e queste sarebbero le sue caratteristiche se al potere ritornasse. Non riesco a capire come questa minaccia alla nostra libertà possa essere tollerata in cambio di qualche vantaggio marginale che si dice derivi dalla sua esistenza…Non si può ingannare la gente in eterno! Quando il popolo ne ha abbastanza di fastidi e di divieti, si ribella con tutta la sua forza. Il popolo chiedeva libertà di scelta, la Mafia e il Clan gliel’hanno data scaraventando in mare il Governo.”

    Anche l’economia, ricorda Zio Taylor, era stata distrutta dall’invadenza del Governo: “Ma la sorte che hanno avuto, i banchieri se la sono meritata. Si sono distrutti con le loro mani. Avevano quello che chiamavano il laissez-faire, e il sistema ha funzionato fino a quando non hanno cominciato a metterci le mani. Hanno preteso misure protezionistiche, agevolazioni fiscali, sussidi statali. Regole, regole, regole, sempre per gli altri, mai per sé. Ma siccome i banchieri erano tanti, dappertutto, era inevitabile che ciascuno di loro si trovasse anche nella parte degli “altri”. Così le imposizioni diventarono una valanga, e il governo perse la fiducia della gente. C’era poi una mostruosità chiamata debito pubblico. Non possono nemmeno incominciare a spiegarti cos’era; ti dico solo che si trattava di una cosa scritta su un pezzo di carta che faceva enormemente salire i prezzi. Ecco, che tu mi creda o no, non hanno mai pensato di gettar via quel pezzo di carta o di cancellare quello che c’era scritto sopra. Hanno lasciato che il debito aumentasse fino al punto in cui la gente comune non riusciva più a permettersi le cose piacevoli della vita.”

    In questo disastro statalista, la Mafia conquistò il favore delle masse offrendogli quello che volevano: «La gente esigeva liquore, tabacco e beni di consumo a buon prezzo, donne pulite e la possibilità di diventare milionari al gioco. I nostri antenati – continua Zio Frank – fornivano questi servizi. E per questo, a quei tempi, venivano disprezzati. Venivano chiamati criminali perché distribuivano beni e servizi a un prezzo che la gente poteva permettersi di pagare». La Mafia, infatti, non condanna i vizi delle persone ma, come Walter Block in Difendere l’indifendibile, li considera attività del tutto onorevoli, anche se svolte da minori. Criminale sarebbe invece il tentativo di vietarli, come spiega un membro della Mafia nel seguente racconto: «Due bambini stavano facendo le loro scommesse al banco Minorenni della sala-corse che frequento, quando uno è saltato su a dire: “Mia mamma non gioca ai cavalli. Pensa che tutte le sale-corsa dovrebbero essere chiuse.” Queste parole, signori, mi hanno dato una stretta al cuore. Volevo prendere da parte il ragazzino e dirgli: “Figliolo, tua madre non è costretta a giocare ai cavalli. Nessuno deve giocare ai cavalli se non vuole. Ma fino a quando ci sarà una sola persona che vuole scommettere su un cavallo e un’altra persona disposta a ricevere quella scommessa, nessuno ha il diritto di dire che le sale-corsa devono essere chiuse”…Quando mi rendo conto che la mente di un bimbo innocente è stata corrotta al punto di blaterare che le libertà dei suoi fratelli devono essere violate, che i loro innocenti piaceri devono essere repressi, il sangue mi si raggela nelle vene e io grido al tradimento».

    L’America, rimasta l’unica oasi di libertà e prosperità in un mondo che gli Stati avevano precipitato ovunque nella barbarie, si trova però davanti a una pericolosa minaccia militare, proveniente dal Governo in esilio alleato con un Clan criminale concorrente. Alcuni esponenti della Mafia propongono le tipiche misure di guerra che gli Stati adottano di fronte ad emergenze esterne: la creazione di una potente marina da guerra e di un esercito, la diagnosi di massa e il ricovero in clinica di tutti i “disadattati”, cioè dei critici interni del regime. A queste richieste, l’autore risponde, attraverso la voce dello Zio Frank, con un imprevisto «Niente da fare. Preferisco il diavolo che conosciamo. Una marina da guerra è da escludere. Armeremo i nostri mercantili sperando che ci vada bene. Anche un esercito regolare è da escludere. Metteremo insieme una specie di milizia armata. Ed è escluso il controllo dei disadattati»». «Perché? – ribattono i membri più interventisti della Mafia – Quelli vogliono invaderci, derubarci e soggiogarci!»

    L’arringa finale è una perfetta esposizione delle tradizionali posizioni isolazioniste americane. Le misure di guerra avrebbero distrutto per sempre Libertà, e a quel punto la società non sarebbe più stata degna di essere difesa: «Se qui c’è qualcuno che non vuole che la mafia duri tanto a lungo come voglio io, gli suggerisco che il modo migliore per abbassare il morale è quello di adottare la proposta di una guerra santa. Dopo di che possiamo andare avanti con una caccia all’eretico, un censimento, la tassazione indiretta, l’imposta sul reddito, e le guerre di aggressione».

    «Riusciremo a cavarcela armando i mercantili e creando una milizia – continua Zio Taylor – Se la gente è con noi, come sempre è stata finora, ce la faremo. Il diavolo che non conosco è quello che diventeremmo se cambiassimo radicalmente la vita e l’atteggiamento della Mafia. Non posso accettare una marina da guerra. Non posso accettare un esercito regolare. Non posso accettare alcuna misura restrittiva della libertà di nessuno che non sia un criminale condannato. Leggete la storia. Mi ha insegnato a non immischiarmi negli affari degli altri, mi ha insegnato che nessuno deve ritenersi tanto bravo o intelligente da cercare di farlo. No, non mi batterò per sterminare il Governo né per affermare la nostra egemonia sul Clan. Una simile politica determinerebbe automaticamente, inevitabilmente e immediatamente molte morti violente e dolorose ferite. Mi limiterò a raccomandare, con perplessità e paura, la formazione di una milizia puramente difensiva, estremamente disordinata, pregando il cielo che non ci trascini in una guerra di aggressione.»

    Parole che ci riportano al più genuino spirito pacifista e libertario dei Padri Fondatori americani, che Kornbluth ha avuto il coraggio di ricordare agli americani in un momento critico della Guerra Fredda.

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