GUGLIELMO PIOMBINI, GIUSEPPE GAGLIANO – Riscoprire la Scuola Austriaca

 11,00

La sfida di Mises, Hayek e Rothbard a Marx e Keynes
Facco – 2018, Pagine 150

La grandezza della Scuola Austriaca

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Descrizione

Il pensiero della Scuola Austriaca è oggi di una modernità straordinaria. Come si può sottovalutare l’importanza di questa scuola di pensiero sulla formazione della cultura imprenditoriale e della visione dei giovani innovatori le cui iniziative stanno cambiando le nostre abitudini?

Questo libro, di agile e di facile lettura, intende analizzare i punti di forza, i meriti storici, i successi intellettuali di una scuola economica che per troppi anni in Italia ha subito un ingiusto ostracismo. Il libro è composto da cinque saggi.

Nei primi due, più corposi, Giuseppe Gagliano presenta le idee politiche di Ludwig von Mises e Friedrich A. von Hayek attraverso il commento approfondito dei loro due libri politicamente più rappresentativi: Liberalismo e La via della schiavitù. I successivi tre saggi, scritti da Guglielmo Piombini, analizzano i successi dall’austro-liberalismo nel confronto con i suoi avversari storici: il socialismo e l’interventismo statale di tipo keynesiano. L’ultimo saggio tratta invece dell’utilità pratica, per la gestione delle finanze personali, delle teorie dell’economia austriaca che sono riuscite ad anticipare e a spiegare le cause delle recenti crisi finanziarie molto meglio dei dominanti.

INDICE DEL LIBRO

INTRODUZIONE, di Guglielmo Piombini

1. Ascesa, declino e revival della Scuola Austriaca

2. La miglior teoria economica in circolazione

3. La visione politica dell’austro-liberalismo

I. IL LIBERALISMO DI LUDWIG VON MISES, di Giuseppe Gagliano

1. La stella cadente del liberalismo e i suoi avversari

2. I fondamenti di una politica liberale

3. L’organizzazione liberale dell’economia

4. La politica estera liberale

5. Nota conclusiva sull’avvenire del liberalismo                                       

II. LA VIA DELLA SCHIAVITÙ DI FRIEDRICH A. VON HAYEK, di Giuseppe Gagliano

1. Da Vienna a Londra: il pericolo disconosciuto

2. La strada abbandonata e la grande utopia

3. Il socialismo e la pianificazione “inevitabile”

4. Il passaggio dal socialismo alla tecnocrazia e alla dittatura

5. Le radici socialiste del fascismo

6. Il liberalismo correttamente inteso

III. LA SFIDA DEL SECOLO: SCUOLA AUSTRIACA CONTRO SOCIALISMO, di Guglielmo Piombini

1. Menger e Böhm-Bawerk contro Marx

2. Come Lenin e Trotzky affamarono la Russia

3. Intanto, a Vienna

4. L’impossibilità del calcolo economico nel socialismo

5. La risposta dei socialisti

6. Hayek e Mises replicano a Lange

7. L’inutilità della matematica e dei computer

8. “Se il socialismo esiste, come può essere impossibile?”

9. Il trionfo finale dell’Austro-liberalismo

10. Una delle più grandi conquiste intellettuali dell’umanità

IV. I SUCCESSI DELLA SCUOLA AUSTRIACA E I FALLIMENTI KEYNESIANI, di Guglielmo Piombini

1. La crisi del ’29 travolge Keynes

2. Gli economisti austriaci presagiscono l’arrivo della crisi

3. Gli austriaci vincono la prima battaglia, ma Keynes vince la guerra

4. Diagnosi opposte, rimedi opposti

5. La depressione dimenticata del 1920

6. Le cause della crisi del 1929

7. Il New Deal di Roosevelt: un disastro keynesiano

8. La smobilitazione, non la guerra, rilanciò l’economia

9. Come la Scuola Austriaca contribuì al miracolo economico europeo

10. La stagflazione degli anni ‘70: il secondo fallimento delle idee keynesiane

V. L’ECONOMIA AUSTRIACA E GLI INVESTIMENTI FINANZIARI, di Guglielmo Piombini

1. L’investitore è un giocatore d’azzardo?

2. Il fallimento dei modelli econometrici

3. Il metodo empirico-positivista dell’economia mainstream

4. La critica austriaca all’economia neoclassica

5. Il ruolo dello speculatore

6. Murray N. Rothbard contro i modelli previsionali

7. Le peculiari caratteristiche dell’oro

8. Pessimismo o ottimismo?

2 recensioni per GUGLIELMO PIOMBINI, GIUSEPPE GAGLIANO – Riscoprire la Scuola Austriaca

  1. Libreria del Ponte

    Recensione
    di MAURIZIO SCHOEPFLIN

    Il Foglio, 27 luglio 2018

    Cinque saggi per dire tutto il bene possibile della Scuola Austriaca di economia: tali, in estrema sintesi, il contenuto e lo scopo di questo volumetto che si fa apprezzare per l’agilità e la chiarezza. Il sottotitolo, che suona La sfida di Mises, Hayek e Rothbard a Marx e Keynes, esprime bene la prospettiva secondo la quale viene letto il contributo offerto dagli economisti legati a vario titolo all’Università di Vienna, presentati come irriducibili avversari del socialismo.

    I primi due saggi li ha scritti Giuseppe Gagliano, presidente del Centro Studi Strategici “Carlo De Cristoforis”, dedicandoli a Ludwig von Mises (1881-1973) e a Friedrich August von Hayek (1899-1992). A giudizio dell’autore, l’architrave della filosofia sociale di von Mises, da cui derivano i fondamenti della sua concezione politica liberale, ovvero la proprietà, la libertà, la democrazia e la tolleranza, è così descritta dall’economista in Liberalismo, la sua opera politica più importante: “L’intero processo di civilizzazione dell’uomo poggia su questa maggiore produttività del lavoro basato sul principio della divisione del lavoro stesso … Senza la divisione del lavoro oggi noi non saremmo da nessun punto di vista più avanti dei nostri progenitori di mille o diecimila anni fa”.

    Di von Hayek, del quale viene esaminata con particolare attenzione l’opera La via della schiavitù, Gagliano sottolinea la dura critica dei regimi totalitari, alla base della quale egli pone il positivo recupero del valore dell’individualismo che, lungi dall’essere egoismo banale e mero attaccamento ai propri interessi, si presenta come “il rispetto dell’uomo singolo in quanto uomo … il riconoscimento che le sue idee e i suoi gusti sono supremi nella sua propria sfera per quanto strettamente questa possa essere limitata … la credenza che è desiderabile che gli uomini sviluppino i loro talenti e le loro inclinazioni individuali”.

    Degli altri tre saggi che compongono il volume, scritti da Guglielmo Piombini, noto studioso del pensiero liberale e libertario, i primi due sono intitolati in modo da non lasciare adito a dubbi quanto al loro contenuto: La sfida del secolo: Scuola Austriaca contro Socialismo e I successi della Scuola Austriaca e i fallimenti keynesiani. L’autore analizza i risultati positivi dell’austroliberalismo confrontandoli con gli insuccessi dei suoi avversari storici: il socialismo e l’interventismo statale di tipo keynesiano. Nel terzo saggio, Piombini sostiene che le teorie della scuola economica viennese “sono riuscite ad anticipare e spiegare le cause delle recenti crisi finanziarie molto meglio dei dominanti modelli neoclassici”, manifestando una notevole capacità di muoversi anche sul piano dell’utilità pratica

  2. Libreria del Ponte

    Recensione di Alessio Piana

    Cosa ci insegna la storia? Che le società che hanno adottato il capitalismo, dove gli individui sono stati lasciati più liberi di scambiare e commerciare, sono diventate quelle più ricche, con la maggiore diffusione di benessere. Al contrario le società dove l’autorità statale centrale pianificava e dirigeva l’economia, regolamentava e limitava le libertà economiche, cioè i paesi che si sono ispirati ai principi del socialismo e del collettivismo, hanno sempre sofferto di arretratezza e povertà diffusa. I problemi economici italiani derivano in gran parte dal fatto che l’Italia è un paese eccessivamente ‘statalista’: la presenza ingombrante dello Stato, nella regolamentazione e nella tassazione, soffoca la libera iniziativa e la libera impresa.

    Il fondamento economico delle società liberali e libertarie è l’economia di “Scuola Austriaca”, sviluppata alla fine del 1800 dagli economisti di Vienna (Menger, poi Mises, Rothbard e altri) ma oggi completamente dimenticata e trascurata. Nelle università non se ne fa il minimo accenno, malgrado uno dei suoi massimi esponenti, Hayek, nel 1974 abbia ricevuto il premio Nobel per l’economia. Oggi sembra esistere solo l’economia keynesiana che è la base dei moderni Stati democratici in cui le autorità istituzionali – politiche e monetarie – intervengono con la loro pianificazione centrale.

    Consiglio quindi la lettura di questo ottimo libro: “Riscoprire la Scuola Austriaca di economia”.

    È articolato in cinque saggi di taglio storico-divulgativo che spiegano cos’è l’economia di Scuola Austriaca, i suoi principi e anche i suoi successi: è stata infatti l’unica teoria capace di prevedere i cicli economici di bolle e crisi, sebbene sia rimasta inascoltata.

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