KOPEL D., Stagnaro C. – Io Sparo Che Me La Cavo

 2,58

Edizioni: Leonardo Facco Editore   Anno: 2000   pag. 40

COD: 018-77 Categoria:

Descrizione

Quando essere armati è un diritto

Argomenti a favore della libertà  di portare armi

1 recensione per KOPEL D., Stagnaro C. – Io Sparo Che Me La Cavo

  1. Libreria del Ponte

    Recensione di Alberto Mingardi

    L’America è un ‘paese violento’. Sarà vero sarà falso, ma i rossi e i rosé di casa nostra l’hanno ripetuto fino alla nausea, e ci hanno convinto (quasi) tutti. Perché l’America sarebbe ‘violenta’, è presto detto: colpa di due norme barbare, la pena di morte che vige ancora in qualche stato, e il libero porto d’armi di cui tutti i cittadini possono beneficiare. Roba da Medioevo’ Mica tanto, sostiene questo libro-bianco dato alle stampe dalla Leonardo Facco Editore.L’America è un ‘paese violento’. Sarà vero sarà falso, ma i rossi e i rosé di casa nostra l’hanno ripetuto fino alla nausea, e ci hanno convinto (quasi) tutti. Perché l’America sarebbe ‘violenta’, è presto detto: colpa di due norme barbare, la pena di morte che vige ancora in qualche stato, e il libero porto d’armi di cui tutti i cittadini possono beneficiare. Roba da Medioevo’ Mica tanto, sostiene questo libro-bianco dato alle stampe dalla Leonardo Facco Editore.

    Gli autori sono un americano e un genovese, il primo è David Kopel, direttore dell¹Independence Institute del Colorado (un istituto di ricerca di area conservatrice), il secondo Carlo Stagnaro, maître-à-penser del secessionismo, del diritto a portare armi e di molte altre cose. Assieme a loro, firmano il volumetto Paul Blackman, autore della prefazione, che è un ‘boss’ della National Rifle Association (gli armaioli americani) e Paolo Tagini, che ha scritto la postfazione ed è vicedirettore di Armi magazine (gli armaioli italiani).

    Il libro parte da un paio di luoghi comuni (le scuole statunitense messe a ferro e fuoco dai baby-pistoleri, l’incidenza del divieto di girare armati sul crimine), per rivoltarli come calzini a suon di dati e tabelle. Anzitutto: le armi sono proibite con il classico pretesto che, se non lo fossero, per i criminali sarebbe facilissimo procurarsele. Di fatto, però, ladri e assassini non fanno mai fatica ad acquistare una rivoltella, mentre limitare il porto d¹armi (che non vuol dire necessariamente di pistole) significa togliere al cittadino comune, e onesto, la possibilità di difendersi.

    Parlano i numeri: Washington, capitale statunitense, è una città dove negozi d’armi non ce ne sono, perché non se ne possono comprare. Il tasso di omicidi è di 80,6 ogni 100.000 abitanti. Indianapolis è una città di dimensioni simili, e ogni 100.000 persona ne vengono uccise 9. Vuol dire 7 in meno.

    La domanda sorge spontanea: ma cosa scatta in un malintenzionato che si trovi davanti, anziché un passante sprovveduto, uno pronto a rispondere alle sue provocazioni’ Per una donna che non opponga resistenza, il rischio di subire una violenza è due volte e mezzo più grande che nel caso sia armata. Per un uomo, una volta e mezzo.

    Di più: i sondaggi suggeriscono che nel 98% (novantotto per cento) dei casi è sufficiente che la vittima brandisca una pistola per far scendere il criminale a più miti consigli.

    Senza negare la validità di questi dati, però, si potrebbe sostenere che meglio sarebbe, anziché lasciare il potere di sparare (dunque di ferire e uccidere) nelle mani dei singoli cittadini, affidarsi a gruppi di volontari con una chiara funzione ‘deterrente’. Ce ne sono a New York come anche a Milano, i cosiddetti City Angels, la camicie rosse che presidiano i quartieri a rischio e danno una mano a chi ha bisogno. Stagnaro li chiama ‘i buoni samaritani’, mettendo assieme questi volonterosi a quei comuni cittadini, che per incoscienza o coraggio, ogni tanto finiscono per sventare un crimine e salvare il vicino di casa. L’81% di questi tentativi, quelli che hanno successo s’intende, è opera di persone armate.

    Chissà perché la sinistra se la prende tanto, allora, con queste benedette pistole, se davvero aiutano a ripulire le strade e mantengono al sicuro le famiglie. Aspetta aspetta, forse un motivo c’è. Emerge chiaramente dallo stesso saggio di Stagnaro: i civili armati, in America, hanno ucciso catturato, ferito o se non altro allontanato il 75% dei loro aggressori in caso di scontro violento. La polizia ‘garantista’ appena il 61%. Vuol dire che un buon quattordici per cento dei criminali, se ci si affida alla polizia soltanto, possono squagliarsela e restare a piede libero. E sotto elezioni, si sa, tutto fa brodo.

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