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Lo scaffale
I libri
Bastiat F.- de Molinari G
CONTRO LO STATALISMO
Seconda ristampa
Liberilibri - 1994, Pagine 127 Prezzo €10,33
Due straordinari saggi di Bastiat, e uno di de Molinari: il primo teorico anarco-capitalista della storia.

INDICE DEL LIBRO

Sergio Ricossa - Introduzione
Frédéric Bastiat - Proprietà e legge
Frédéric Bastiat - Giustizia e fraternità
Gustave de Molinari - Sulla produzione della sicurezza
Carlo Lottieri - Bastiat e Molinari: alle origini del liberismo radicale

Recensione di Carlo Zucchi

Tre saggi, due di Frederic Bastiat e uno di Gustave De Molinari, che ci mostrano come un approccio genuinamente liberista sia il più appropriato per fornirci un’analisi lucida su questioni essenziali quali Proprietà e libertà, giustizia e fraternità (Bastiat) e produzione di sicurezza (De Molinari). Nel descrivere il rapporto tra diritto naturale e legge positiva, Bastiat pone in evidenza come la proprietà costituisca un diritto naturale dell’uomo anteriore a qualsiasi norma positiva creata dal legislatore. “Non è perché ci sono le leggi che ci sono le proprietà, ma è perché ci sono le proprietà che ci sono le leggi”, sostiene l’economista francese. Compito della forza pubblica, quindi, è quello di far rispettare il diritto di proprietà in quanto diritto naturale.

Ragionando proprio in base alla logica proprietaristica, Bastiat arriva a criticare duramente comunismo e protezionismo. Se il primo è il mezzo di cui il legislatore si avvale per riequilibrare le ricchezze, calpestando il diritto di proprietà, il secondo è il precursore del primo, anzi, ne è la prima manifestazione. Le classi sofferenti, appellandosi ai valori del comunismo, non fanno altro che chiedere ciò che hanno ottenuto capitalisti e proprietari terrieri, ossia l’intervento della legge per uguagliare la ricchezza prendendo legislativamente agli uni per dare agli altri.

Riguardo a “Giustizia e fraternità”, Bastiat contrappone l’economia politica al socialismo, dove la prima chiede alla legge “nient’altro che la Giustizia universale” attraverso la tutela del diritto di proprietà, mentre il socialismo chiede alla legge “la realizzazione del dogma della fraternità”, dove per fraternità si intende la realizzazione della carità organizzata dallo Stato. Naturalmente, questa concezione della fraternità è quella scaturita dalle follie della rivoluzione francese, a cui Bastiat contrappone la concezione evangelica in cui la fraternità è frutto del sentimento umano e non di una coercizione burocratica.

Oltre alla battaglia per la difesa della concorrenza, Bastiat non manca di combattere quella contro l’emissione discrezionale di carta-moneta da parte dei governi e quella contro il monopolio dell’istruzione che la legge positiva (ahi! Sempre lei!) attribuisce allo stato.

Tenuto conto che Bastiat svolse la sua attività di pubblicista tra il 1844 e il 1849, non possiamo non accorgerci dell’attualità dei temi proposti, come la proliferazione del numero delle leggi conseguente all’affermarsi del positivismo giuridico, come il protezionismo, di cui l’Unione Europea è un campione di prim’ordine, o come il monopolio statale dell’istruzione, che sembra avere elevato l’ignoranza a valore fondante della società occidentale.

Il terzo saggio, quello di Gustave de Molinari sulla produzione di sicurezza, colloca l’autore belga tra gli esponenti dell’anarco-capitalismo ottocentesco, in particolare di quello europeo, di cui si può considerare tra i padri fondatori. In particolare, de Molinari sostiene che, poichè la concorrenza crea maggior efficienza, i beni e i servizi più importanti (come appunto la sicurezza) dovrebbero essere sottratti al monopolio governativo, causa di inefficienza e di spreco. Se il monopolio è osteggiato nel mercato dei beni di consumo, a maggior ragione, sostiene de Molinari, lo deve essere per i servizi essenziali quali la sicurezza. Anche il saggio di de Molinari è quantomai profetico, dato che proprio oggi abbiamo sotto i nostri occhi le difficoltà che le nostre forze dell’ordine incontrano nella lotta contro la criminalità grande e piccola.

L’attualità dei temi trattati fa di Bastiat e de Molinari due profeti acuti e lucidi, troppo a lungo dimenticati e osteggiati da un clima intellettuale illiberale e statolatrico e totalitario. Ebbene, per riscoprirli non è mai troppo tardi.

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