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I libri
LEONARDO FACCO
IL CONTE DI MONTECRYPTO
Tramedoro - 2018, Pagine 224 Prezzo €15,00

Il primo avvincente romanzo libertario di Leonardo Facco


 

La nuova casa editrice Tramedoro di Bologna inaugura le pubblicazioni con il primo romanzo di Leonardo Facco.

Una storia avvincente, ambientata ai giorni nostri, che unisce la tensione ideale alla Ayn Rand con l'intrigo alla Sherlock Holmes.

Nel romanzo il lettore troverà i temi politici più appassionanti dell'attualità, le idee libertarie, le tecnologie futuristiche, l'indipendentismo catalano, il dramma della dittatura socialista in Venezuela.

E inoltre avventura, azione, mistero ed erotismo.

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LE RECENSIONI DEI LETTORI

 

Il conte di Montecrypto, un romanzo solido che parla di liberta,

Aricolo su Il Miglioverde di Marco Peruzzi

 

Il libro mi e' piaciuto sia per la trama avventurosa, i personaggi azzeccati e la chiara descrizione dei fallimentari regimi dittatoriali comunisti (cosa che si cerca ottusamente di nascondere). Interessanti le idee sullo Stato predatore e sfruttatore anche se il finale, seppur sbalorditivo, mi sembra molto lontano da qualsiasi ipotesi realistica (almeno per il momento). Una lettura piacevole e belle descrizioni di luoghi e paesaggi. Una lode particolare al capitolo 30 :) (Guido Pirazzoli)

 

"Complimenti, come primo libro non potevi fare di meglio, molto scorrevole e piacevole da leggere, mai noioso, ma soprattutto sempre stuzzicante, nel senso che se letto da chi non conosce i fondamenti dell'anarcocapitalismo e/o delle teorie libertarie che dir si voglia, il romanzo potrebbe far venire la voglia di approfondire certi argomenti. Questo grazie alle granitiche conoscenze dell'autore in materia, che riesce sempre a stuzzicare e mai annoiare anche chi ignora certi argomenti... ma viene coinvolto nella spirale della curiosità verso il concetto di libertà troppo spesso ignorato" (Paolo B.).

 

"Davvero una bella storia, mi è piaciuta molto, intrigante, originale. Ma ho una domanda: Gildo Bacci ha avuto una storia anche con Elisabeth? Non si capisce bene, dai... diccelo". (Paolo F.)

 

"Ho finito di leggere il Conte di Montecrypo da alcuni giorni e mi sono preso un attimo per scrivere questa recensione perché ero cosi entusiasta ed eccitato dalla lettura che ho avuto paura di non essere obiettivo. E' stato bellissmo, ho provato le stesse sensazioni che ho provato leggendo la Rivolta di Atlante di Ayn Rand, all'inizio curiosità, poi man mano che andavo avanti nella lettura la curiosità aumentava e anche l'eccitazione, l'ansia di capire come l'ideale libertario potesse, almeno nella finzione, avere un lieto fine. Infine l'entusiamo delle ultime pagine, la frenesia di arrivare in fondo per sapere come sarebbe andata a finire. Si parla di investigazioni, ma anche di libertà, di teorie economiche, si vedono, si si vedono perché la descrizione è cosi precisa che sembra di vedere i luoghi, le persone e gli accadimenti. Si parla di Bitcoin come strumento di ibertà. Insomma una lettura piacevolissima e anche educativa. Mi sono proprio divertito..." (Michele G.)

 

Finito ora di leggere il tuo romanzo...peccato avrei voluto che continuasse. Molto fluido e assolutamente non noioso. Bravissimo, per essere il primo romanzo non potevi fare cosa migliore e dietro le righe e i vari personaggi ho conosciuto un po' di più di te. Aspetto il prossimo. (LUCIA D.)

 

"Bello. Ben scritto. Un "page turner" come dicono gli americani: una volta che hai iniziato è difficile metterlo giù. La prova, poi, è doppiamente difficile per chi è abituato a scrivere saggistica. Gildo Bacci e la sfuggente Elisabeth sono dei bei personaggi e verrebbe voglia di leggere un seguito. Critica: E' vero che Gildo si ispira a Sherlock Holmes, ma non gli mancano i tratti del classico investigatore privato cinico, disilluso e conoscitore del mondo, ma anche della sua debolezza per cui gli avrei creato qualche difficoltà in più, l'avrei fatto più umano e meno supereroe un po' da fumetto (Alessandro F).

 

Ah però 😅 il finale mi é piaciuto molto 😉 Gildo Bacci ama la buona cucina, il buon bere e le belle donne. Che poi è il motivo per cui trovo i veri libertari tra le persone più sane di mente. Quello che mi piace molto del libro è il continuo riferimento a luoghi reali ben precisi, cosa che ti fa venir voglia di visitarli dal vivo. Bellissima anche la storia dei titolari del Caminetto: anche io ho, e chi non li ha, parenti emigrati nelle Americhe, chissà magari mio zio li ha conosciuti, tanti anni fa, in Venezuela. E niente, non male come prima prova, adesso aspettiamo altre avventure del mitico Gildo Bacci (FRANCESCO T.)

 

Ciao Leonardo, ho appena finito di leggere il tuo libro. Veramente bello e accativante nella lettura. In più originale.....un romanzo libertario.....ma quando mai. Complimenti. Solo tu potevi farlo in questo modo con quest'idea. Penso che nei prossimi giorni farò una sorta con un po' di presunzione di recensione sul nostro blog di essere Liberali (NICOLA ARGEO M.)

 

Il Conte di Montecrypto è un romanzo descrittivo. Esso ritrae la vita dei protagonisti fino ai più minuti dettagli, tralasciando gran parte del mondo intorno a loro, che neppure li sfiora, e soffermandosi sul compiacimento degli eccessi che ricercano e ai quali indulgono con piacere, inseguendo le mete che si sono prefissati. Ne narra le scelte, giudicandole e al contempo inchinandosi al loro libero arbitrio, secondo la più autentica etica libertaria. La storia si erge con un piede sul Conte di Montecristo e l’altro sulla Rivolta di Atlante per porgere ai lettori i libertari come modelli vincenti e compiaciuti, lontani dalla sterile rabbia e dal perenne fastidio del mondo che ne hanno fatto un modello improponibile. I libertari che vincono sono quello che è sempre mancato e che la storia individua acutamente nel lascito di Satoshi Nakamoto, l’isola sulla quale stiamo per approdare, tutti quanti (Sergio D.).

 

In questi giorni ho iniziato a leggere il conte di Montecrypto. Primo romanzo scritto da Leonardo Facco giornalista e scrittore. Ma soprattutto persona che reputo un caro amico.Il libro è edito da Tramedoro editore di Bologna e lo si può trovare tranquillamente online sia in forma cartacea che eBook. Fin dai primi passaggi il libro appare interessante, gradevole, ma soprattutto "diverso": diverso perché tratta temi di cui pochissime persone parlano, è solo persone come Leonardo trattano nella maniera corretta.Leonardo ha portato nel romanzo il tema principale della sua vita: la libertà". (Fabio I.)

 

Dopo una settimana difficile, molto difficile, alla fine sono riuscito a leggere questo capolavoro di romanzo tutto d’un fiato. Non è da tutti riuscire a trasformare le idee e il pensiero libertario in grandi emozioni come ha fatto leonardo Facco. Emozioni che è riuscito a far viaggiare dai salotti e dalle librerie di pochi attraverso le lacrime di tanti da Miami a Caracas scivolando via via dentro i sogni dei liberi che prendono forma a Montecrypto. Il tutto raccontando con grande leggerezza cos’è la Libertà a chi non l’ha mai capita e cercata e Facco ci riesce alla grande. Per chi come me ha sempre vissuto tante vite da Conte di Montecristo leggere il Conte di Montecrypto è stata una grande boccata di ossigeno. Grazie Leo. Consiglio vivamente a tutti di leggerlo (Claudio S.).

 

Una piacevole storia in stile "Ayn Rand de noantri". "Il detective si predispose a sorbire un altro pippone ideologico". Questa frase nella parte finale del romanzo illustra un po' la sintesi di tutto quanto: c'è un detective, quindi c'è un mistero, e c'è molta ideologia da cui il detective mantiene un sano distacco, il tutto in un lessico piacevolmente colloquiale. Ma niente paura: i pipponi ideologici non sono neppur tanti, e il manifesto dell'autore è contenuto in non più di una manciata di frasi. Il detective più che un investigatore è un segugio, che segue le tracce indefessamente fino alla meta. Il romanzo riserva il meglio nell'intrecciare fatti di attualità con una notevole storia di viaggio, offrendo scorci affascinanti di luoghi e persone (e usanze eno-gastronomiche). Ovunque, anche nella realistica descrizione della tragedia del Venezuela, solidarietà, amicizia e piacere di vivere sono in primo piano. E l'ideologia? Certamente ad Ayn Rand avrebbe giovato un po' di sdrammatizzazione, l'abbiamo pensato tutti; tuttavia qui non c'è traccia di quella tensione morale che è un po' quello che dà senso al tutto. E così i personaggi non si sollevano dall'essere macchiette, mentre la storia che più lascia il segno tra quelle messe in scena dall'autore è quella vera dei suoi stessi genitori. (Maria M.)

 

"Il Conte di Montecrypto è un libro che, attraverso una trama piacevole e avvincente, propone riflessioni utili per ampliare le proprie vedute su modelli di interazioni tra individui consapevoli, in ogni campo e senza più la necessità di alcun tutore" (Simona V.).

 

Finalmente, due parole su "Il Conte di Montecrypto", che ho finito di leggere nel corso della scorsa settimana. Per prima cosa, le mie inutili considerazioni tecniche. L'esordio di Leonardo Facco come romanziere è molto buono, ma tecnicamente migliorabile in alcuni dettagli, mi riferisco soprattutto a dialoghi e all'intreccio. Mi permetto un consiglio: prendere come riferimento tecnico Giovanni Cocco, autore giovane e emergente, il punto di riferimento, a mio parere, per la tecnica di scrittura del romanzo (anche investigativo) contemporaneo. Ma passiamo alle cose serie: forse leggendo il libro ci si lascia trasportare dal coinvolgimento (ottima cosa, vuol dire che funziona), e non ci si rende conto della portata culturale dell'intera operazione. Leonardo Facco riesce a tradurre in un linguaggio "mainstream" temi come l'indipendentismo (tra l'altro trattando questo tema in modo sottile e non scontato), le cryptomonete o le comunità volontarie (che tuttavia svincolerei dalla territorialità): penso che questa operazione sia uno dei più importanti contributi alla diffusione della "libertà in testa", senza pretendere di avere la "verità in tasca". Questo libro sarà più importante per chi non avrà ancora respirato aria anarchica o libertaria (tipo il Gildo Bacci del libro, non quello di Facebook). Concludo quindi con un GRAZIE all'autore, senza dilungarmi nei dettagli insignificanti delle mie opinioni (delle quali eventualmente discuterò in privato con Leonardo Stanchino Facco, anche per non rivelare pezzetti di trama a chi ancora non lo avesse letto) e una raccomandazione a chi non lo avesse ancora ordinato: affrettatevi (si trova anche in formato elettronico) a leggerlo! (Giovanni T.)

 

Ho finito da un paio di giorni di leggere il libro e mi è piaciuto davvero molto: la storia è intrigante e scorre bene, si capisce che è un argomento che ti interessa! Ne farò uno dei miei regali di Natale per gli amici. (Silvia L.)

 

Solitamente leggo saggistica, ma quando ho la fortuna di trovare un libro di narrativa come questo, me lo divoro in poco tempo. E’ un libro molto avvincente con un bel ritmo dall’inizio alla fine e che si svolge in luoghi reali e in un luogo di fantasia (purtroppo), dove regna l’ordine spontaneo. Non puoi che ammirare le gesta di quel tombeur de femme di Gildo Bacci (odio/invidia per le sue avventure), ma soprattutto quelle della vera protagonista, Elisabeth, che Gildo riesce a ricostruire durante la sua instancabile ricerca. E’ un libro il cui leitmotiv è tutto quanto è caro ai libertari tra cui naturalmente Libertà, Vita, Proprietà privata, e in cui non manca un aspetto fondamentale: l’azione quale presupposto irriducibile che genera tutte le conseguenze. 
L’azione umana (sotto le spoglie di Elisabeth) che nel tempo si evolve in quanto fomentata da una sempre maggiore conoscenza e relativa comprensione, è la vera protagonista del libro. Insomma, è un libro che, a differenza di tanti libri di narrativa, ti lascia qualche cosa di concreto su cui riflettere. Lo consiglio veramente e a questo punto mi auguro di leggere altri nuovi romanzi di Leonardo Facco 
(Carlo D.).

 

Se è vero che per giudicare un libro bisogna averlo letto almeno due volte, è altresì vero che non lo leggerai la seconda se non ti è piaciuto la prima... Ti garantisco che lo rileggerò presto. Non avevo dubbi sul fatto che tu sapessi scrivere; è sempre stato il tuo mestiere ma un romanzo è senz'altro una prova ben diversa e, per quanto mi riguarda, mi pare sia stata brillantemente, finanche insospettabilmente, superata!
E non sono avvezzo a regali di questo tipo considerandomi abbastanza competente e schizzinoso in materia (sono di formazione classica e accanito lettore, specie di narrativa) , soprattutto, avvezzo alla sincerità con coloro che considero amici. Complimenti quindi. Il libro si lascia divorare in maniera gustosa, la scansione dei tempi è efficace, la trama solida e credibile, forma e contenuto estremamente compatibili, il messaggio chiaro e perentorio e le chicche libertarie, sparse qua e là, la tua cifra stilistica 
(Loris).

 

Ciao Leo, mi sono letta tutto. Pensavo di leggere i primi
capitoli ma è impossibile fermarsi e alle due finivo di leggere
l’epilogo. Scorre benissimo. A me è piaciuto molto. È veloce e molto giallo, bellissimo l’intreccio di storie reali di libertari e personaggi di fantasia, belle le citazioni. Può funzionare per far scoprire l’universo libertario al
popppolo! 
(Giuliana B.)

 

Appassionante, coinvolgente, interessante Da leggere tutto d’un fiato ... consiglio questo romanzo mixato di politica, emozioni, suspence e storia attuale respirando “spirito libero”. ideali fondamentali nel mondo attuale, troppo schematico e apatico. Ottimo regalo agli amici migliori (Barbara B.).

 

Ho iniziato a leggere il libro pensando di metterci qualche giorno, ma sbagliavo, perché l’ho letto tutto d’un fiato, era impossibile fermarsi. Mi considero una novizia del mondo libertario e questo libro mi ha dato molto di più di quello che pensavo, non solo risposte, ma molto più importante mi ha messo davanti a nuove domande.
E questo per me è un grande regalo. Leggetelo! 
(Mila C.)

 

"Personalmente, leggere la storia dei genitori dell’autore, l’unica parte vera incastonata dentro ad una storia inventata, ha fatto rivivere in me quei valori che sono stati propri anche della mia famiglia". (Giovanni P.)

 

"Intrigante e coinvolgente, si legge d'un fiato. Volentieri si perdona qualche semplificazione tecnica senza la quale si sarebbe troppo limitato il pubblico. Finalmente ho scoperto chi è Satoshi Nakamoto. Aspettiamo il seguito...". (Evelino B).

 

"Ho finito di leggere il tuo libro e devo dire che il tentativo di mischiare giallo e “filosofia libertaria” è riuscito per la mia curiosità come “nuovo adepto”. Sarebbe interessante sapere se questo tentativo risulta piacevole anche a chi non è “allineato”. Senz’altro ti consiglio di partire col seguito, ricordandoti però che non tutti i protagonisti devono essere per forza giovani, belli e simpatici... I miei complimenti! Bravo" (Paolo G.).

 

"Ciao Leonardo, ti scrivo per dirti che ho letto il libro e mi è piaciuto molto, mi sono immedesimato parecchio in Gildo Bacci un po' per i gusti musicali (Pat Metheny, George Benson, ecc..) un po' per i luoghi che frequenta, ma sopratutto perchè strada facendo imparo a conoscere e condividere i principi libertari. E' stata una lettura che mi ha coinvolto ed appassionato. Complimenti e congratulazioni" (Vito M.)

 

 

 

 

 

 

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