per autore o titolo

Lo scaffale
I libri
JESUS HUERTA DE SOTO
LA SCUOLA AUSTRIACA
Mercato e creatività individuale
Rubbettino - 2003, Pagine 214 Prezzo €12,00

Un'ottima introduzione alle idee della scuola austriaca incentrata sulle differenze con la teoria neoclassica


Recensione di Carlo Zucchi

Primo (e si spera non ultimo) libro tradotto in italiano di Jesus Huerta de Soto, ha il pregio di trattare in maniera sintetica la teoria economica austriaca, ricostruendone la storia delle idee e concentrando le sue polemiche prevalentemente nei confronti del paradigma neoclassico oggi dominante. Pur di carattere essenzialmente divulgativo, quest’opera si rivela imprescindibile nel mettere in luce i motivi di differenziazione tra Scuola Austriaca e Neoclassica; differenziazione che persiste, nonostante significative concordanze politiche con i monetaristi della Scuola di Chicago di Milton Friedman, con i teorici della Public Choice di James Buchanan e con il New Istitutionalist di Ronald Coase. In particolare, Huerta de Soto sottolinea gli aspetti riguardanti l’informazione, il tempo (riferendosi soprattutto ai contributi di Boehm-Bawerk) e la figura dell’imprenditore “kirzneriano”, produttore, oltre che di beni e servizi, di conoscenza.

Il tema della conoscenza e dell’informazione è forse quello su cui le distanze dalla Scuola Neoclassica sono più influenti. Per la Scuola Neoclassica l’informazione è qualcosa di oggettivo come le merci, che si compra e si vende nel mercato come risultato di una decisione massimizzatrice, mentre secondo la concezione soggettivistica della Scuola Austriaca, l’informazione è “conoscenza pratica, rilevante, soggettivamente interpretata, conosciuta ed utilizzata dall’attore in un’azione concreta”. L’errata concezione del concetto di informazione impedisce ai Neoclassici di comprendere la funzione coordinatrice svolta dall’imprenditore, il quale non solo crea e trasmette informazioni, ma favorisce il coordinamento fra i comportamenti caotici che si trovano nella società. I teorici neoclassici presuppongono i fini e i mezzi come “dati”, riducendo i problemi economici a questioni meramente tecniche di ottimizzazione, tipiche di un approccio scientista all’economia. Al contrario, la Scuola Austriaca, respingendo l’approccio scientista, individua il problema fondamentale dell’economia nell’esigenza di “studiare il processo dinamico di coordinamento sociale nel quale i differenti individui, cercando i fini e i mezzi che considerano rilevanti nel contesto di ciascuna azione nella quale si trovano coinvolti generano imprenditorialmente e continuamente nuova informazione (la quale, di conseguenza, non è mai data). In tale maniera, pur senza rendersene conto, essi danno vita ad una processo spontaneo di coordinamento”.

Altro aspetto che Huerta de Soto evidenzia è che l’economia non è una scienza matematica. Se per la scuola Neoclassica, come detto poc’anzi, la questione economica si risolve in un problema di ottimo tecnico, i mezzi usati sono equazioni da risolvere supponendo che “l’attore sia capace di valutare simultaneamente l’utilità di tutti i beni a sua disposizione, ignorando che ciascuna azione è sequenziale e creativa, così come i beni, a loro volta, non si valutano eguagliando la loro supposta utilità marginale, ma uno dopo l’altro, nel contesto di fasi e di azioni distinte, per ciascuna delle quali la corrispondente utilità marginale non solo può essere differente, ma non è neppure confrontabile (MAYER, 1994: 81-83)”. Insomma, per gli Austriaci, l’utilizzo delle scienze matematiche in economia appare vizioso perché le stesse uniscono sincronicamente grandezze che sono eterogenee dal punto di vista temporale e della creatività imprenditoriale.

0 Altro aspetto interessante del libro di Huerta de Soto è l’indagine sull’origine e l’evoluzione della Scuola Austriaca. Particolarmente interessante è l’origine, perché se ormai è possibile senza troppi sforzi ripercorrere le tappe che vanno da Menger a Boehm-Bawerk, passando per Mises, Hayek, fino ad arrivare ai giorni nostri con Rothbard e Kirzner, un po’ meno facile è individuare nel cattolicesimo (in particolare nella Scolastica del Siglo de Oro spagnolo) i fondamenti di una Scuola che ha visto nei suoi maggiori esponenti dei razionalisti agnostici nei quali non albergava alcuna fede religiosa.

Huerta de Soto ripercorre brevemente, ma in maniera assai efficace, le tappe di un pensiero che ha origine agli albori dell’antica Grecia e si sviluppa nella Roma classica dove si scoprì che “il diritto è principalmente consuetudinario e che le istituzioni giuridiche (così come quelle linguistiche e quelle economiche) sorgono come risultato di un lungo processo evolutivo, incorporando un enorme volume di informazioni e di conoscenze che supera di gran lunga la capacità mentale di qualsiasi governante, per quanto saggio e buono possa essere”. Il filo conduttore di questa concezione del mondo è molto ben evidenziato da Catone, il quale intuì che: «…non c’è mai stato nel mondo un uomo così intelligente da prevedere qualsiasi evento e, anche se potessimo concentrare tutti i cervelli nella testa di uno stesso uomo, sarebbe per lui impossibile tenere a mente ogni cosa nello stesso tempo, senza avere accumulato l’esperienza pratica che si acquisisce con il trascorrere di un lungo periodo storico». Il nucleo centrale di quest’idea si conserverà e si svilupperà durante il Medio Evo grazie all’umanesimo cristiano e alla filosofia tomista, per poi essere a sua volta perfezionato dagli scolastici del Siglo de Oro di Salamanca, e da lì fatto proprio da Carl Menger nel 1871 nei suoi Principi di Economia Politica.

Come dice Raimondo Cubeddu nell’introduzione, questo è “un libro da leggere perché colma una lacuna nel panorama italiano degli studi introduttivi alla problematica economica “austriaca”, ma soprattutto perché fornisce la misura della vivacità, del rigore scientifico e della creatività intellettuale in quell’area culturale spagnola (che purtroppo viene sovente ed erroneamente trascurata a favore di quanto avviene nel mondo anglosassone e in altre aree culturali europee), e della quale Huerta de Soto è un rappresentante di primissimo piano.

 

Indietro

Segnala questa pagina a un amico via e-mail

Share/Save/Bookmark Salva questo libro tramite il tuo servizio preferito (oltre 50 disponibili)