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Lo scaffale
I libri
JEAN-FRANCOIS REVEL
L'OSSESSIONE ANTIAMERICANA
(copia usata a metà prezzo)
Lindau - 2004, Pagine 280 Prezzo €11,50

I pregiudizi e le irrazionalità dell'antiamericanismo


L'America è da sempre il paese più criticato al mondo. E questo è ancora più vero oggi dopo che il crollo del comunismo e la fine dell'Unione Sovietica hanno fatto degli Stati Uniti l'unica superpotenza del pianeta. Ma cosa c'è di fondato nell'antiamericanismo? È un'analisi dei fatti o è il retaggio di ideologie smentite dalla storia? E che rapporti intrattiene con l'antisemitismo? O con il pacifismo e il rigetto del mercato dei movimenti no global? La violenza del terrorismo islamico ha portato allo scoperto, in Occidente, differenze sostanziali che la guerra fredda aveva nascosto. Ed è proprio l'Europa, paradossalmente, la protagonista di questa impietosa analisi che ha come oggetto un'ossessione cieca e pericolosa.

Recensione di GC

Quello di Revel non è affatto un elogio a 360 gradi degli USA, quanto un’accusa lucidissima dell’antiamericanismo come religione, ovvero la tendenza di fare degli States il capro espiatorio di tutti i mali che affliggono l’umanità, attraverso requisitorie prive di qualsiasi logica. Così gli USA non piacciono perché incarnano una società materialista e senza valori; quando i valori cominciano a emergere (l’antiabortismo), si grida contro il fondamentalismo cristiano e l’oscurantismo. Gli USA sono colpevoli di isolazionismo per i massacri nella ex Jugoslavia; se intervengono nel Kosovo peccano invece di militarismo. Hanno un sistema economico che è privo di sensibilità sociale, ma quando l’economia USA si ferma tutti i paesi che sono al traino di Wall Street implorano la Casa Bianca perché stimoli la crescita. Sono colpevoli se appoggiano i dittatori (Saddam) ma anche se li rovesciano. E via delirando. Senza parlare degli stereotipi dei coltissimi europei sugli yankees: ignoranti- hanno le migliori università del mondo, propulsori eccezionali della mobilità sociale; egoisti-destinano una cifra stratosferica per la lotta alla povertà tramite le fondazioni, cifra naturaliter non contabilizzata nel bilancio statale; l’America regno del crimine-peccato che con crime gli USA intendano anche gli assegni a vuoto o i vetri rotti, cosa che ovviamente dilata l’aggregato statistico. Sul banco degli imputati Revel mette soprattutto il suo paese, che di questa disinformazione, unita all’incapacità di ammettere il fallimento del suo modello economico e sociale, ha fatto da tempo una comoda valvola di sfogo. Ma Parigi è solo l’emblema della mentalità europea, un miscuglio eterogeneo non tanto di ignoranza, quanto di invidia, ipocrisia e incoerenza nei confronti degli USA. Lucido e documentato, caustico e politicamente scorretto, quello di Revel è un libro che dovrebbe leggere soprattutto chi non hai mai iniziato a dubitare del blame America first.

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