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Acquaviva, Sabino
L'ECLISSI DELL'EUROPA
Decadenza e fine di una civiltà
Editori Riuniti - 2006, Pagine 16,0 Prezzo €16,00
Una spietata ma realistica descrizione del declino demografico, culturale ed economico della civiltà europea

La civiltà europea è in declino e ne nasce un'altra. Fiorisce un nuovo mondo cui gli Europei diventano estranei.

Qual è la ragione di questa crisi che sembra inarrestabile e pare destinata a cancellare una civiltà ed una cultura che sono durate almeno tremila anni? Anzitutto, declina l'etica che aveva guidato gli europei nel lungo itinerario della loro storia, ma è in crisi anche la giustizia, insieme ad un diritto che ha orientato la storia del mondo almeno dai tempi di Giustiniano.

Ma l'Europa mostra la sua crisi anche attraverso la diffusione capillare della pornografia e di altri fattori di disgregazione sociale come la crisi della famiglia e l'impoverimento psicologico e ideale delle classi giovanili.

Tutto questo è legato al tramonto di un'immagine del mondo a cominciare dall'identità cristiana che si trasferisce in altri continenti. La scuola non aiuta a rispondere a queste sfide e si trasforma in una specie di sistema di diseducazione obbligatoria. Insomma, non prepara i ragazzi alla vita, mentre l'università contribuisce al collasso dell'identità europea .

Assistiamo anche alla crisi dell'identità economica, al tramonto dell'imprenditorialità e del binomio religione e sviluppo, mentre un massiccio flusso migratorio - d'altronde necessario - favorisce la perdita di identità. Contribuiscono anche il consumismo, il declino dei sindacati, la diffusione della cultura del rifiuto del lavoro e delle ferie.

La politica coagula e gestisce il declino perché l'Europa utilizza una politica antica inadatta ad un mondo così diverso, inoltre la cosiddetta cultura progressista non esiste quasi più. Ma l'Europa declina anche perché logorata da altri fattori che la distinguono dal passato: i media, il rumore assordante da cui è dominata giorno e notte, la nuova immagine della morte, la nuova moda, l'artificio di una cultura lontana dalle esigenze dell'individuo medio. Di qui una sorta di auto-genocidio, espressione anche del declino della natalità e dalla diffusione di una marea di anziani che preparano il collasso o forse la fine dell'Europa.

Ma come fare per superare tutto questo? Anzitutto, bisognerebbe accelerare l'unificazione economica e politica, per rendere compatta un'economia che sarebbe ancora la maggiore del pianeta; bisognerebbe dare un colpo d'ala alla natalità, perché senza natalità è difficile si abbia sviluppo e conservazione dell'identità europea. È anche necessario un sistema di valori e di ideali simili a quelli che garantirono il primato dell'Europa per molti secoli. È anche necessario orientare la produzione industriale a livelli tecnologici e di qualità più elevati e riformare radicalmente la scuola.

Ma come può un'Europa senza valori, laici o religiosi, senza identità, a raccogliere la sfida del resto del mondo, visto che la civiltà europea ha avuto, come le altre, una nascita, una gioventù, una maturità, dopo di che è appassita e forse sta morendo? È possibile che sia vicina l'ora della nostra scomparsa dallo scenario del mondo, o forse l'Europa può dare vita ad un'altra civiltà diversa da quella che sta morendo? Per l'Europa è ormai la ventiquattresima ora, ma possiamo ancora salvarci prendendo coscienza della catastrofe che ci minaccia.

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