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Lo scaffale
I libri
Solzenicyn, Aleksandr
ARCIPELAGO GULAG
(Tre volumi)
Mondadori - 2013, Pagine 1988 Prezzo €24,00

La sconvolgente descrizione della vita nei campi di concentramento sovietici


Arcipelago Gulag , il capolavoro di Solzenicyn, rappresenta la prima denuncia dei campi sovietici che ruppe il muro delle bugie sull'Urss e convinse gli intellettuali e l'opinione pubblica a condannare senza appello il comunismo.

Per questo è uno dei libri più importanti del secolo.

 

".. Nell’Europa occidentale gli intellettuali della sinistra moderata impiegarono molto tempo a cogliere in pieno il valore di Solgenitsin. Quando uscì la sua opera più celebre, Arcipelago Gulag, per molto tempo la considerarono con prudenza, dimostrandosi guardinghi. Il Nobel della Letteratura contribuì a rompere la diffidenza e a consacrarlo definitivamente, ma non aggiunse nulla al suo valore, che era immenso. E segnò un’epoca.

 

A Krusciov seguirono Brezhnev, la Guerra fredda, la corsa alle armi nucleari. L’Urss continuava a far paura, eppure proprio il seguito delle vicende di Solgenitsin dimostrano come il regime fosse già in fase di lenta decomposizione. Ai tempi di Stalin un dissidente come lui sarebbe stato semplicemente ucciso, Brezhnev invece pensò di metterlo a tacere privandolo della cittadinanza sovietica e dunque mandandolo in esilio in Occidente.

 

La storia ha dimostrato che Solgenitsin aveva ragione innanzitutto a credere in se stesso: anche quando tutto sembrava perso, non ha rinunciato alle proprie convinzioni. In secondo luogo nel ribadire che sarebbe morto in patria, perché il comunismo era destinato al fallimento. E così è stato. Solgenitsin tornò a Mosca vent’anni dopo esserne stato espulso. Lui ha resistito, l’imperialismo sovietico è morto.

 

Merita la nostra riconoscenza anche se negli ultimi anni l’Occidente non lo ha capito. Per noi fu soprattutto un grande dissidente capace di smascherare gli orrori del comunismo. Lui invece si considerava innanzitutto un patriota, la dimostrazione che il lungo periodo di glaciazione bolscevica non è bastato a spegnere l’animo russo. Un animo che in Solgenitsin è rimasto al cento per cento slavo, senza concessioni alla cultura occidentale. Il ritorno nella Russia allo sbando dell’era Eltsin fu per lui traumatico e lo persuase ancor di più che la vera salvezza andava cercata nelle radici della cultura del suo Paese.

 

E dunque nell’orgoglio per la propria nazione, nella riscoperta di dimensione spirituale attraverso la Chiesa Ortodossa. E questo spiega perché le sue ultime opere non siano state bene accolte in Occidente. Troppo lontane dal nostro mondo, dai nostri valori, dal nostro modo di concepire la religione. Un’incomprensione che non scalfisce il valore di Solgenitsin."

 

Estratto dall'articolo apparso su

IL GIORNALE a firma dello storico francese

Max Gallo, intitolato: "Ma in Occidente l'Intellighenzia non capì il suo valore" per commemorare la sua scomparsa.

5 agosto 2008

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