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BENIAMINO DI MARTINO
NOTE SULLA PROPRIETA' PRIVATA
Longobardi - 2009, Pagine 138 Prezzo €13,00

Una efficacissima difesa della proprietà privata da un punto di viosta cattolico-liberale (prefazione di Carlo Lottieri, appendice di Guglielmo Piombini)


Dall'introduzione di Beniamino Di Martino

C’è differenza tra «capitalismo» ed «economia di mercato»? Nel linguaggio comune non si pone differenza di significato tra i due termini. D’altra parte anche per come è stata propagandisticamente screditata e diffamata, l’uso della dizione «capitalismo» a noi non è sgradita. Non dispiace sentir parlare di capitalismo senza complessi e tanto meno poter parlare a favore del capitalismo senza dover giustificarsi di qualcosa.

Tuttavia i due concetti – «capitalismo» ed «economia di mercato» – non sono propriamente equivalenti. Nonostante ciò, è chiaro, però, che la criminalizzazione che il pensiero capitalistico ha subìto e subisce, soprattutto in Europa, riguarda il modo con cui veniva e viene, più o meno indebitamente, abbinato alla libera economia di mercato (2). Come dire: il «capitalismo» ha goduto della luce riflessagli dall’«economia di mercato»; al «capitalismo» sono stati attribuite caratteristiche che, invece, sono proprie dell’«economia di mercato». Da qui, molto spesso, la criminalizzazione per «interposta persona», cioè l’attacco e la lotta mossa al «capitalismo» era, in realtà, diretta all’«economia di mercato». Perciò, per quanto confuso nella critica alla libera economia, al capitalismo va riconosciuto il merito di aver diviso con la prima, in modo non sempre volontario, una non facile battaglia per le libertà.

Quale, dunque, la differenza tra «capitalismo» ed «economia di mercato»? Se c’è una ragione per cui preferiamo non adottare il termine «capitalismo» è perché il capitalismo non esclude, in linea di principio, i grandi monopoli e la grande concentrazione della proprietà. Il capitalismo, in altri termini, può essere anche «di Stato». In Cina, ad esempio, è ancora così. Così è stato in ogni paese del socialismo reale. Il comunismo è, infatti, «capitalismo di Stato». Non solo. Senza giungere a ricordare le pianificazioni del comunismo, in molti paesi dell’Occidente (quindi appartenenti al mondo cosiddetto libero) sembra essere spesso prevalsa la concentrazione di proprietà nelle mani dello Stato. Tra questi paesi, purtroppo, l’Italia ha rappresentato un esempio gravemente negativo con pesanti ripercussioni sull’economia interna e sulla società.

Perciò, più che al «capitalismo» preferiamo riferirci al concetto di «libera economia». Crediamo sia più esatto parlare di «libero mercato» o di regime di «libero scambio» o di «economia di mercato» o semplicemente di «mercato» (2). Preferire parlare di «libera economia» piuttosto che di «capitalismo» consente di guardare con più attenzione alla diffusione della proprietà. Il libero mercato, al contrario di alcune forme di «capitalismo», infatti – da un lato per svilupparsi e dall’altro come benefico effetto prodotto – moltiplica sempre i soggetti economici e la concorrenza. Mentre ciò non sempre viene assicurato da ciò che chiamiamo «capitalismo». Quando, invece, il «capitalismo» garantisce questi benefici effetti, allora esso risulterà semplicemente coincidente con ciò che definiamo «libera economia».

Ciò che costituisce il carattere virtuoso di un sistema economico, quindi, è una vivace concorrenza e la salutare moltiplicazione dei soggetti economici. In più, come elemento fondamentale a cui gli altri richiamati sono finalizzati, la più larga diffusione della proprietà privata (3).



1) Qualcosa di analogo avviene con concetti tutt’altro che omologabili. Così, ad esempio, destra e fascismo o cultura conservatrice e liberalismo o antistatalismo liberale e pensiero liberal.

2) Cf. www.StoriaLibera.it/attualita/libero_mercato/

3) Cf. www.StoriaLibera.it/attualita/proprieta_privata/

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