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La letteratura del Self-Help e
la società libertaria
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Guglielmo Piombini
(La versione completa di questo testo è
uscita su Enclave n.31)
Per quanto il termine libertarismo venga spesso associato
a quello libertinismo, molti libertari sono d'accordo con i conservatori
sul fatto che in una società libera non prevalerebbero gli stili di vita
anticonformisti, sperimentali o alternativi, ma quelli ispirati da solidi
valori tradizionali. La storia sembra dimostrarlo: basti confrontare l'austera
etica prevalente nell'antica e libera Roma repubblicana con il libertinismo
morale caratteristico del basso impero burocratizzato e assistenzialista;
oppure si confronti l'etica vittoriana in auge ai tempi del laissez-faire
ottocentesco con il permissivismo morale dell'attuale epoca socialdemocratica.
Come ha scritto il capofila dei paleolibertarian Lew Rockwell, il vecchio
ordine del libero mercato non era affatto licenzioso e gaudente; non produceva
una generica "libertà", ma un rigido ambiente di lavoro e risparmio, e
di punizioni per i fannulloni e gli imprevidenti.
Le strutture sociali influenzano il carattere degli individui,
ma ancor più spesso è il secondo a forgiare le prime. Si potrebbe infatti
ragionevolmente supporre che le istituzioni dell'economia di mercato (proprietà,
contratti, imprese, mercati, libertà individuale, governo limitato) si
siano affermate spontaneamente dal basso quando sul piano della cultura
si sono diffusi determinati precetti morali, come la responsabilità individuale,
lo sforzo e l'impegno personale, l'affidabilità, la fedeltà, l'onestà,
la prudenza, la lungimiranza, la disciplina morale. Una società libertaria
integralmente fondata sul capitalismo, in altre parole, è tale perché
composta per la stragrande maggioranza da persone che condividono il valore
della responsabilità individuale, che non intendono addossare al prossimo
i propri problemi e che contano principalmente su se stessi. L'intero
processo di civilizzazione si fonda su queste persone.
Queste virtù associate alla frugalità e al
lavoro erano però largamente sconosciute nelle società antiche,
dove si celebrava il consumo e si disprezzava il lavoro manuale, che veniva
lasciato generalmente agli schiavi. Come ricorda il sociologo Rodney
Stark, nozioni come la dignità delle attività manuali
o la virtù del lavoro erano incomprensibili ad Atene, a Roma, in
Cina e in ogni altra società precapitalistica. Solo con il cristianesimo
questa attitudine cambia radicalmente, tanto che nei monasteri benedettini
il lavoro fisico venne considerato un mezzo ed un'occasione per partecipare
al disegno di Dio. Secondo Werner Sombart fu la teoria morale elaborata
dalla Scolastica cattolica medievale, ancor prima dell'etica protestante,
la vera preparatrice dello spirito capitalistico.
Oggi questo spirito, come ha osservato Paolo
Zanotto nel libro Cattolicesimo,
protestantesimo, capitalismo, è stato ripreso in particolar modo
dall'Opus Dei, che celebra il lavoro professionale o famigliare come mezzo
di santificazione personale. Nelle parole del fondatore San Josemarìa
Escrivà, ogni tipo di lavoro testimonia la dignità dell'uomo e il
suo dominio sulla creazione, promuove lo sviluppo della sua personalità,
è vincolo di unione con gli altri uomini, fonte di risorse per sostenere
la sua famiglia, mezzo per contribuire al miglioramento della società
in cui vive e al progresso di tutta l'umanità.
Dopo la rivoluzione industriale è però l'Inghilterra
a surclassare economicamente ogni altro paese del mondo. Alla metà
del secolo XIX, quando le idee favorevoli al liberalismo economico raggiungono
l'apice della popolarità, nei paesi più avanzati si assiste
anche ad una enorme diffusione della letteratura del successo, che insegnava
all'uomo comune a farsi strada nella vita attraverso l'autodisciplina
e il rafforzamento del carattere. Il più instancabile predicatore dell'etica
vittoriana e del vangelo del lavoro fu Samuel
Smiles (1812-1904), il quale in libri dai titoli caratteristici
come Self-Help
(1859), Il
Carattere (1871), Il Risparmio (1875), Il Dovere
(1887), si proponeva di contribuire al miglioramento, in primo luogo morale,
dell'intera popolazione e delle classi lavoratrici in particolare. I suoi
libri raccontano le vicende di quanti hanno saputo elevarsi socialmente
ed economicamente grazie alla volontà, alla fermezza del carattere, alla
dedizione costante nel lavoro. Il motivo di fondo del suo credo è che
il successo nei diversi campi dell'attività umana è dovuto semplicemente
alla buona volontà e al duro lavoro, e che la società moderna mette a
disposizione di tutti gli uomini i mezzi e le condizioni per percorrere
positivamente la strada del successo economico e della rispettabilità
sociale. Smiles si rese conto che le istituzioni avevano un peso assai
relativo nel favorire il progresso e che, al contrario, ciò che contava,
ciò che costituiva il vero fondamento della ricchezza delle nazioni, era
la virtù individuale, la fiducia che l'uomo deve avere in se stesso e
nelle sue capacità, lo stimolo a far da sé e a non attendere l'aiuto altrui.
Il miglioramento delle condizioni economiche e sociali di un paese non
poteva essere raggiunto modificando le leggi e le istituzioni, ma stimolando
gli uomini a migliorarsi con la loro azione individuale, libera e indipendente.
A conferma delle idee di Smiles, nell'Inghilterra del
Novecento l'allontanamento dall'etica vittoriana portò con sé anche la
decadenza delle idee liberali e il declino politico ed economico del paese.
Gli Stati Uniti diventano così la nuova patria della letteratura del self-help.
Già nell'Ottocento, a dire il vero, la letteratura del self-help aveva
ricevuto un ottimo accoglimento negli Stati Uniti con i romanzi basati
su storie di successo di Horatio Alger e gli scritti di Ralph
Waldo Emerson, in particolare Self-Reliance,
Spiritual Laws, e The Conduct of Life. Il fondatore del movimento
del successo in America viene tuttavia considerato Orison Scott Marden
(1850-1924), che pubblicò numerosi libri ispirati all'etica del carattere
e del lavoro duro di Samuel Smiles; Pushing to the Front, uscito
nel 1894, è stato il suo grande bestseller. Un'anticipazione della letteratura
motivazionale americana, ancora oggi molto letta, si può ritrovare nell'autobiografia
di Benjamin Franklin (1706-1790).
Ai primi del secolo James
Allen, su incarico del famoso industriale automobilistico Henry
Ford, scrisse
As a Man Thinket (Sei come pensi di essere), un libro pionieristico
nel campo dell'autosoccorso personale. Parte della fama del libro è
dovuta all'affermazione secondo cui le circostanze non creano le persone,
ma le rivelano. I pensieri oggetto della nostra attenzione, buoni
o cattivi che siano, penetrano nell'inconscio e diventano materiale che
alimenterà gli eventi successivi nel mondo reale. Dominando i nostri pensieri
modelleremo anche le circostanze esterne. L'uomo infatti, nelle parole
di Allen, è il signore del pensiero, il forgiatore del carattere, il creatore
delle condizioni, dell'ambiente e del destino; in definitiva, l'uomo si
crea e si disfa da sé.
Le stesse convinzioni, ma espresse in una forma
meno dura, si ritrovano nei libri di Dale
Carnegie (1888-1955), che ancora oggi è uno degli autori motivazionali
americani più letti. Il suo bestseller How
to Win Friends and Influence People (Come trattare gli altri e farseli
amici) uscì nel 1937, in piena depressione, per aiutare la gente
ad uscire dalle difficoltà avvalendosi dei lati migliori della propria
personalità. Anticipando di decenni il concetto di intelligenza emotiva,
Carnegie spiegò che anche le persone comuni, prive di conoscenze tecniche
o eccezionali doti intellettuali, potevano farsi strada migliorando le
proprie abilità relazionali, perché la capacità di gestire bene le persone
è più preziosa di tutte le altre messe insieme. Contrariamente agli stereotipi
sulla società capitalistica cane-mangia-cane, dove la competizione spinge
gli individui a calpestare il prossimo, Carnegie dimostrò invece che il
successo arride a coloro che sanno maggiormente apprezzare gli altrui
lati positivi, che riconoscono il valore degli altri, che hanno la capacità
di cogliere la bellezza delle persone.
Un'efficace fusione di morale cristiana
e capitalista si ritrova anche nelle opere di Norman
Vincent Peale (1898-1993). Peale era un pastore protestante di
idee politiche conservatrici (Ronald Reagan gli conferì la Medaglia presidenziale
della libertà), celebre come oratore e predicatore. Nel suo libro di maggior
successo, The
Power of Positive Thinking (Come acquistare fiducia e avere successo)
sottolinea con forza l'importanza della fiducia, dei pensieri positivi
e della fede in Dio, negli uomini, in se stessi, nella vita. In tutte
le vicende dell'esistenza, secondo Peale, vince sempre che crede di più.
Gli Stati Uniti, per Peale, rappresentano il miglior esempio di un paese
costruito da milioni di persone che credevano in una visione. Successivamente
però anche il carattere degli americani è stato rovinato dalla mentalità
socialistoide, e gli intellettuali, ai quali Peale riservava spesso critiche
pungenti, avevano forti responsabilità nella diseducazione morale.
La stessa miscela di ottimismo, fiducia, morale
cristiana ed esaltazione della libera impresa si ritrova nei libri di
numerosi altri autori motivazionali americani.
Napoleon Hill, uno dei maggiori scrittori motivazionali del mondo,
è l'ideatore dell'Atteggiamento Mentale Positivo, metodo che ha aiutato
milioni di persone a realizzarsi. Il suo libro più noto è Think
and Grow Rich (Pensa e arricchisci te stesso).
Og
Mandino era amico di Norman Vicent Peale e Napoleon Hill, e come
loro trasmette un messaggio che invita a credere in se stessi. Nel libro
Il
più grande successo del mondo tratta i consueti temi del self-help
sotto forma di storia ambientata in epoca neotestamentaria.
Zig
Ziglar è l'autore di diversi libri, tra cui Ci
Vediamo sulla cima, che si basa sulla convinzione che è possibile
ottenere quello che si desidera, se si aiutano gli altri a fare altrettanto.
È una lettura gradevole imperniata su solidi valori cristiani.
Di Robert Ringer si può leggere un bestseller degli
anni Settanta, Looking for No. 1, che mostra ai lettori come evitare
i sacrifici inutili e perseguire ciò che desiderano senza sensi di colpa;
e Action! Nothing Happens Until Something Moves , che spiega l'importanza
del vecchio adagio "Dio aiuta coloro che aiutano se stessi".
Nathaniel
Branden, discepolo e amante di Ayn Rand, ha contribuito invece
ad avviare il movimento dell'autostima cercando di attuare in pratica
la teoria filosofica dell'oggettivismo. In italiano è stato tradotto I
sette pilastri dell'autostima.
Anthony
Robbins è forse il guru assoluto della trasformazione personale.
I suoi libri Come
ottenere il meglio da sé e da altri e Come
migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario sono
due bestseller della PNL, la programmazione neurolinguistica. La PNL si
basa sulla premessa che possiamo controllare il nostro sistema nervoso
in modo che le nostre risposte ed azioni, anche se apparentemente naturali,
siano in realtà programmate; e che se ricaviamo un modello dalle azioni
e dal comportamento delle persone di successo, possiamo raggiungere quanto
meno i loro stessi risultati.
Brian
Tracy è attualmente uno dei più apprezzati autori sul tema dell'efficienza
personale. In italiano sono stati tradotti: Non
fare lo struzzo! , dove insegna alcune tecniche per non rimandare
la soluzione dei problemi, e Goal!
, nel quale insegna ventun regole per centrare gli obiettivi con rapidità
ed efficacia. Di recente ha pubblicato un libro fortemente influenzato
dagli economisti della scuola austriaca, Something
for Nothing, in cui denuncia le pretese insaziabili e fuori controllo
di milioni di persone di ottenere qualcosa in cambio di niente. Questo
processo corruttivo sta distruggendo gli individui, minando la società
e minacciando il futuro stesso della civiltà. Le istituzioni, le politiche
e leggi possono cambiare in meglio solo se prima c'è stata una corrispondente
elevazione caratteriale degli individui. Per questo Tracy propone a tutti
i lettori di sottoscrivere un "Giuramento di Responsabilità", con il quale
ci si impegna a dare un esempio di autodisciplina interiore.
Conclusioni
Per gran parte delle persone di oggi, abituate ad un modo
di pensare rivendicativo e vittimista, le idee propugnate dalla letteratura
motivazionale appaiono come dei residui di una mentalità troppo austera
e sorpassata. Il legame tra libertarismo e self-help è però, almeno a
livello sociologico, molto stretto, perché le istituzioni di una società
libera rappresentano spesso l'incarnazione vivente delle virtù morali
insegnate da questo genere di letteratura. È importante quindi concentrarsi
non solo sulle strutture sociali, ma anche sulle precondizioni culturali
che permettono alle istituzioni di una società libera di essere pienamente
vissute e sostenute dagli individui. La letteratura motivazionale, da
questo punto di vista, può giocare un importante ruolo educativo del carattere.
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