IGOR SAFAREVIC – Il Socialismo Come Fenomeno Storico Mondiale

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Una delle migliori critiche del socialismo, scritta nel 1977 dal matematico dissidente ucraino Safarevic

Edizioni: Effedieffe   Anno: 1999   pag. 489

COD: 018-404 Categoria:

Descrizione

 

L’autore Igor Safarevic è stato un autorevolissimo membro dell’Accademia russa delle Scienze, nonchè matematico di fama mondiale e amico di Soltzenicyn. E’ questo un testo di filosofia della politica, pervenuto in Occidente tramite il samizdat; come mai un matematico aveva deciso di misurarsi in un campo non suo?

La risposta ci viene data dall’autore stesso, che nell’introduzione afferma: “Gli storici, i filosofi e i letterati o erano morti o erano nei gulag o erano in esilioil fardello della verità era caduto sulle spalle degli scienziatii quali avevano dovuto improvvisarsi ‘esperti’ e raccogliere il testimone per le generazioni future”.

Inoltre Safarevic stesso avverte che i limiti del libro sono da attribuire alle scarse possibilità di ricerca, sia come tempo a disposizione, sia come bagaglio culturale pregresso, sia come disponibilità di documentazione. A questo proposito è da ricordare che Safarevic aveva dovuto lavorare con quel che aveva trovato in patria. Malgrado ciò il libro è un’opera fondamentale, di quelle eterne.

In esso infatti, partendo dalla giusta considerazione che, malgrado settant’anni di orrori (e orrori ben noti anche in Occidente), il comunismo continua ad esercitare un’attrattiva formidabile su una rilevante fetta dell’umanità, l’autore ha individuato nella “tentazione socialista” una costante sempre presente nell’animo umano.

Cominciando da Platone, anzi ancora prima: dagli antichi imperi totalitari come quelli inca e atzeco. L’analisi di Safarevic, spietata e lucida come la mente di un matematico, si dipana per secoli fino ai giorni nostri e mostra inoppugnabilmente il radicamento della tentazione comunista nella parte oscura della coscienza umana.

Dalla presentazione di A. Solzenicyn

L’autore rileva le costanti del socialismo – i suoi elementi fondamentali e immutabili che non dipendono né dall`epoca né dal dato paese – e che, purtroppo, incombono inesorabilmente anche sul vacillante mondo contemporaneo.

Safarevic ci indica con grande precisione sia la causa che il momento della comparsa delle prime dottrine socialiste, individuate nella loro sostanza “reazionaria”: reazione di Platone nei confronti della cultura greca, degli gnostici nei confronti del cristianesimo; una reazione che vuole soverchiare lo slancio dello spirito dell`uomo per ricondurlo al gramo esistere materiale degli Stati più primitivi dell`antichità. L`autore mette anche in luce in modo convincente l`assoluta ontrapposizione che è sempre fra la concezione dell`uomo propria di tutte le religioni e quella che caratterizza ogni socialismo.

Il socialismo si sforza di ridurre la persona umana alle sue componenti più primitive, di distruggere completamente la parte più elevata e complessa dell`individualità umana, quella che fa l`uomo “simile a Dio”. E la stessa uguaglianza così ardentemente promessa dai socialisti di ogni tempo, non è un`uguaglianza di diritti, di possibilità o di condizioni esteriori per il singolo, ma è l`uguaglianza come identicità, l`uguaglianza come riduzione all`uniformità di ciò che nella vita interiore degli uomini ha il carattere della molteplicità.

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