LUIGI DE MARCHI – IL MANIFESTO DEI LIBERISTI

 20,00

Le idee-forza di un nuovo Umanesimo Liberale
Seam – 1996, Pagine 180

La vera lotta di classe è tra burocrati e produttori (una copia usata in ottime condizioni)

 

Descrizione

In questo libro pubblicato alla metà degli anni ‘90, dal titolo intenzionalmente allusivo al marxiano “Manifesto dei Comunisti”, lo psicologo Luigi De Marchi propone un’analisi del tutto nuova della politica, approdando all’individuazione del vizio strutturale che ha sempre minato le promesse della sinistra storica. La sua riflessione, come mostra la copertina del volume, indica in Franz Kafka il profeta della vera questione sociale della nostra epoca e mette Marx a testa in giù. Sviluppando una coerente “teoria liberale della lotta di classe”, De Marchi dimostra infatti che, diversamente da quanto affermano i marxisti, la vera classe sfruttatrice e parassitaria è, da sempre, quella politico-burocratica. Autoproclamandosi paladina dell’“interesse pubblico”, questa classe si appropria di quote crescenti della ricchezza prodotta dai lavoratori privati, i quali invece operano nell’insicurezza e nella difficoltà del libero mercato. De Marchi offre pertanto un’originale lettura “psicopolitica” della rivolta dei ceti produttivi privati contro l’oppressione fiscale e burocratica che infuriava in quegli anni, mettendo in luce la contrapposizione tra la personalità del Burocrate, insicura, conformista e formalista, e quella del Produttore, fondamentalmente autonoma, pragmatica e realistica.

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