{"id":6972,"date":"2019-02-01T19:25:35","date_gmt":"2019-02-01T18:25:35","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.libreriadelponte.com\/?p=6972"},"modified":"2019-02-01T19:25:35","modified_gmt":"2019-02-01T18:25:35","slug":"luigi-marco-bassani-ecco-perche-gli-intellettuali-sono-marxisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libreriadelponte.com\/?p=6972","title":{"rendered":"Luigi Marco Bassani &#8211; ECCO PERCHE&#8217; GLI INTELLETTUALI SONO MARXISTI"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"4\" bgcolor=\"#f5f5f5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"titolo\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"sototitolo\" style=\"color: #000000;\">Enclave numero 24\/2004<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.libreriadelponte.com\/img\/no.gif\" width=\"1\" height=\"2\" \/><\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In una famosa lettera a Kugelmann del 1868, Marx lanciava il pi\u00f9 alto atto di accusa contro la societ\u00e0 borghese e il suo sistema economico: \u201cil problema della societ\u00e0 borghese \u00e8 che essa non ha il controllo della produzione\u201d. In una nota pagina del terzo volume del Capitale (per quanto le pagine del terzo volume possono essere note), egli affermava che se per caso i bisogni della popolazione dovessero essere soddisfatti dalla quantit\u00e0 offerta di una determinata merce, questo \u00e8 appunto un caso, perch\u00e9 il sistema capitalistico non ha alcun meccanismo di controllo della produzione. Il capitalismo non pu\u00f2 soddisfare i bisogni umani, ma inviluppandosi nel ciclo denaro-merce-Denaro, produce solo plusvalore, sfruttamento, espropriazione di ore-lavoro, in ultima analisi \u201calienazione\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019alienazione, quella sulla quale si incentra la riflessione del giovane Marx \u2013 che \u00e8 chiaramente tutt\u2019uno con il Marx maturo \u2013 \u00e8 di tre tipi: quella dell\u2019uomo nei confronti di se stesso, nei confronti degli altri, e nei confronti del mondo in cui vive. L\u2019uomo prodotto dal capitale, questa forza cieca che domina il mondo, \u00e8 un alienato globale: tutto gli \u00e8 \u201caltro\u201d, a cominciare dal prodotto del proprio lavoro. Le miserie prodotte dal lavoro salariato non sono solo fisiche, ma anche spirituali. E proprio nella mancanza di controllo sulla produzione Marx vedeva il nesso teorico fra una societ\u00e0 umana che andava immiserendosi sul piano della mera materialit\u00e0 e al contempo era priva della caratteristica propria degli esseri umani: il dominio sulla natura. Il capitalismo non era una forma di governo, ma di semplice violenza sulla natura perch\u00e9 il motore del processo di produzione, questo capitale senza volto e senz\u2019anima, non sapeva nulla di ci\u00f2 che stava realizzando. Di altra parte, egli affermava che la borghesia non aveva alcun interesse a conoscere i misteri del proprio modo di produrre, salvo forse nei periodi di crisi. Nella letteratura marxista tutto ci\u00f2 \u00e8 rubricato come \u201canarchia del capitale\u201d e viene spesso presentato quale uno degli atti d\u2019accusa di Marx alla societ\u00e0 borghese: una sorta di corollario, che giunge per\u00f2 quasi ad abundatiam e ben distante dalla dottrina del \u201cplusvalore-pluslavoro\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ritengo, al contrario, che il cuore della teoria di Marx sia da rinvenire proprio in quell\u2019affermazione a Kugelmann: la societ\u00e0 borghese non ha il controllo della produzione. Ovverosia, la riproduzione delle condizioni materiali della sua stessa esistenza sfugge al suo comando. In realt\u00e0, \u00e8 proprio questa profonda convinzione che spinse il pensatore di Treviri a formulare previsioni sul crollo del modo di produzione della societ\u00e0 borghese. Essendo cieco il capitale non poteva produrre che un equilibrio instabile e precario. Generandosi, al contrario, nella mente dell\u2019uomo il comunismo, proprio come soluzione cosciente ai guasti generati dalla produzione delle merci per mezzo del lavoro salariato (merce esso stesso), gode di un\u2019autorit\u00e0 imparagonabilmente superiore: quella del disegno razionale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 in un celeberrimo passo del Capitale che viene chiarita assai bene la superiorit\u00e0 del disegno rispetto a qualunque altro tipo di creazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[L]&#8217;ape fa vergognare molti architetti con la costruzione delle sue cellette di cera. Ma ci\u00f2 che fin da principio distingue il peggiore architetto dall&#8217;ape migliore \u00e8 il fatto che egli ha costruito la celletta nella sua testa prima di costruirla in cera. Alla fine del processo lavorativo emerge un risultato che era gi\u00e0 presente al suo inizio nella idea del lavoratore, che quindi era gi\u00e0 presente idealmente. (Il capitale, I, cap.5)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Che cosa vuol dire? Che un prodotto non cosciente non \u00e8 degno della comunit\u00e0 degli uomini anche se dovesse essere superiore dal punto di vista della riuscita tecnica. Solo il fatto di essere stato scientemente progettato e realizzato imprime il marchio dell\u2019umanit\u00e0 ad un prodotto del lavoro, in particolare a quel \u201clavoro teorico\u201d che \u00e8 la costruzione di un modello economico-sociale. La societ\u00e0 comunista allora potr\u00e0 essere il prodotto del peggiore architetto, ma avr\u00e0 comunque il \u201cmarchio dell\u2019umano\u201d, mentre quella capitalistica, anche se dovesse risultare bella come il frutto dell\u2019ape migliore sarebbe comunque ingiustificata agli occhi dell\u2019uomo perch\u00e9 \u201cinconsapevole\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ora, tutto ci\u00f2 sembra cozzare duramente da un lato con la reticenza di Marx a \u201cprescrivere ricette \u2026 per l\u2019osteria dell\u2019avvenire\u201d, e dall\u2019altro con l\u2019assunto che il socialismo sar\u00e0 il risultato della piena maturazione del sistema capitalistico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Sul primo punto, vale la pena di notare che per essere il marxismo la dottrina che maggiormente esalta il disegno cosciente, sia il suo fondatore che i suoi seguaci ben poco si sono occupati di delineare i contorni di tale progetto (anche quando hanno preso il potere i comunisti hanno sempre ritenuto la costruzione del comunismo una fastidiosissima e oltremodo complicata \u201cnecessit\u00e0 storica\u201d, rispetto al loro hobby preferito: la critica della societ\u00e0 capitalistica). Mentre Marx nei suoi lavori dedica migliaia di pagine alla critica dell\u2019esistente, solo poche decine sono quelle nelle quali l\u2019argomento \u00e8 la societ\u00e0 comunista, il suo funzionamento e la sua struttura. Anzich\u00e9 costruire un modello di societ\u00e0 talmente appetibile e di fronte alla quale l\u2019esistente non sarebbe apparso tollerabile un minuto di pi\u00f9, Marx aveva criticato in modo talmente serrato i sistemi capitalistici, che anche una semplice visione tutt\u2019altro che approfondita e appena abbozzata in formulette puerili divenute popolarissime \u2013 da ciascuno secondo le proprie capacit\u00e0, a ciascuno secondo i propri bisogni \u2013 poteva apparire preferibile all\u2019esistente. La creazione progettuale \u00e8 allora semplicemente l\u2019antitesi al movimento del capitale, non fa quasi parte del \u201claboratorio Marx\u201d, ma rappresenta il precipitato delle contraddizioni storiche del modo di produzione capitalistico. In altri termini, il punto non \u00e8 quanto progettano gli uomini e quanto coscientemente, ma semplicemente la rivolta razionalistica di classe alla cecit\u00e0 del capitale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il secondo punto tende al fine a confondersi con il primo: come si pu\u00f2 conciliare il massimo del disegno della comunit\u00e0 degli esseri umani (il comunismo) con la sua nascita \u201cinevitabile\u201d dalle rovine del vecchio mondo, ossia di una societ\u00e0 che non ha il controllo della produzione? Per passare dall\u2019incontrollato al comando, dal non essere all\u2019essere, qualcosa dovr\u00e0 comunque avvenire a livello della mente degli uomini. Se prima essi si erano lasciati guidare dalla forza cieca del capitale e nel corso della loro storia alla fine prendono in mano il proprio destino, l\u2019atto della volizione appare veramente essenziale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il fatto \u00e8 che l\u2019irrazionalit\u00e0 del capitale crea un soggetto storico e sociale, il proletariato, che sfugge totalmente al dominio borghese. Il capitale \u00e8 talmente cieco da creare il proprio becchino senza accorgersene. E naturalmente l\u2019antitesi della societ\u00e0 borghese \u00e8 tutto ci\u00f2 che la borghesia non pu\u00f2 essere: in primo luogo cosciente e razionale. Tutta l\u2019analisi marxiana \u00e8 allora un incubo hegelo-fichtiano nel quale un soggetto ormai inconsapevole, la borghesia, crea il proprio non io cosciente, il proletariato. Per Marx, il capitale e la sua forma di dominio hanno messo in moto le forze della ragione: la vera funzione storica che il capitalismo deve assolvere \u00e8 allora quella di levatrice della razionalit\u00e0 dell\u2019uomo per creare una comunit\u00e0 di esseri liberi e ricchi. E tale razionalit\u00e0 non \u00e8 socialmente dispersa, bens\u00ec il portato storico di una sola classe, che si \u00e8 formata nel corso del tempo, ha subito l\u2019espropriazione della ricchezza, ma con ci\u00f2 ha ottenuto anche un dono: quello della razionalit\u00e0. La classe operaia, seguendo dappresso il ragionamento di Marx, ha da essere grata ai suoi dominatori, giacch\u00e9 mai schiavi ottennero cos\u00ec tanto dai propri padroni. In fondo essa ha scambiato plusvalore con razionalit\u00e0, ed \u00e8 chiaro che il valore d\u2019uso della seconda merce \u00e8 infinitamente maggiore. La funzione civilizzatrice del capitale \u00e8 allora duplice: da un lato esso strappa gli individui \u201call\u2019idiozia della vita di campagna\u201d, e questo vale anche per le masse asiatiche e del \u201cterzo mondo\u201d \u2013 quanto avrebbe riso Marx dei suoi seguaci odierni che fanno di tutto per ostacolare lo sviluppo del capitalismo oltre i suoi confini naturali \u2013 dall\u2019altro crea una classe che ha il compito di liberare la societ\u00e0 tutta dal dominio irrazionale del capitale. Il capitale domina il mondo e per mezzo della produzione, sussume la societ\u00e0 e lo Stato. Nel tempo del capitale tutto \u00e8 da esso condizionato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il controllo, il dominio cosciente e la costruzione (in contrapposizione antitetica alla societ\u00e0 del capitale) sono state la molla che ha fatto scattare la pi\u00f9 grande storia d\u2019amore di tutti i tempi, quella fra gli intellettuali e il comunismo. Tante altre piccole cose possono essere state giarrettiere e tacchi a spillo del marxismo, buone per suscitare un\u2019attrazione di breve durata, ma il matrimonio \u00e8 stato celebrato ed \u00e8 durato sul sogno del dominio della natura e per mezzo di esso della societ\u00e0. Il comunismo teorico era la terra promessa per gli intellettuali: solo chi conosce e studia pu\u00f2 essere in grado di condurre la societ\u00e0 all\u2019abolizione delle classi e quindi ad un governo cosciente della natura. Il proletariato ha certamente ricevuto il dono della razionalit\u00e0, ma le facolt\u00e0 vanno coltivate e sviluppate dalle avanguardie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Fra le classi operaie solo la francese, l\u2019italiana e a tratti quella tedesca, hanno dimostrato una propensione marginale ad utilizzare parole d\u2019ordine comuniste, ma se il proletariato \u00e8 uno nel mondo il marxismo \u00e8 una storia a singola cifra percentuale, e per lunghi periodi \u00e8 storia di decimali. Del proletariato nei Paesi comunisti non vale neanche la pena di parlare. Al contrario la maggioranza degli intellettuali ha ritenuto il marxismo una sorta di aristotelismo del Novecento, tutte le sue categorie \u201cimprescindibili\u201d nell\u2019analisi delle scienze storico-sociali. Un collega americano, che parlando di schiavismo negli Stati del Sud aveva civettato troppo con Marx, alla mia bonaria richiesta di rendere palesi agli studenti i suoi approcci metodologici, mi ha risposto allibito: \u201cma esiste qualche altro modo di studiare e spiegare la storia?\u201d. Anche oggi, seppure all\u2019osteria dell\u2019avvenire non si preparino pi\u00f9 ricette marxiste, il passato deve essere analizzato con le categorie del \u201cgenio\u201d di Treviri. Il che francamente appare veramente ridicolo: se Marx ha sbagliato analisi e previsioni sul mondo capitalista che aveva comunque ben studiato, e ha detto qualche bazzecola su quello comunista, proiettare la sua ombra sul universo precapitalista, che egli non conosceva affatto, \u00e8 una sciocchezza colossale. Ci dimostra solo che, come l\u2019aristotelismo, esso ha una forza di resistenza dottrinaria enorme.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Cos\u00ec, ogni buon libertario \u00e8 costretto costantemente a ritornare al vecchio problema: \u201cperch\u00e9 gli intellettuali sono socialisti\u201d. Solo che questo deve essere incessantemente riformulato e spezzettato nelle sue varie componenti: sono gli intellettuali diversi antropologicamente dagli altri uomini? Lo sono, lo sono. Perch\u00e9 il socialismo \u00e8 attraente per un siffatto tipo umano? Esiste il socialismo o soltanto forme pi\u00f9 o meno edulcorate di marxismo? Su quest\u2019ultima questione non ho dubbi. Il marxismo non ha goduto del fascino generale del quale gi\u00e0 godeva il socialismo, ma ha al contrario conferito prestigio intellettuale ad una dottrina confusa e marginale. Saint-Simon, Owen, Fourier, e tutti gli altri non si recupererebbero che una breve nota in un manuale di storia del pensiero politico dell\u2019Ottocento, ma la fortuna di Marx ha deciso altrimenti. Quindi la vera questione \u00e8 e rimane: perch\u00e9 gli intellettuali amano la dottrina di Carlo Marx. O meglio ancora, che cosa ha la dottrina di Marx di irresistibile per gli intellettuali tanto da attrarli come le mosche al miele? Va chiarito subito che l\u2019autore del Capitale, e lo dico ai pi\u00f9 giovani fra i nostri lettori, \u00e8 un pensatore di prima grandezza, il frutto pi\u00f9 sofisticato dell\u2019incontro fra la filosofia tedesca e l\u2019economia politica classica. Non si possono neanche proporre paragoni fra le analisi marxiane e le sciocchezzuole antimercato che circolano oggigiorno (delle quali Marx riderebbe di gusto). Il suo metodo e stile, poi, quel misto di assunti indimostrati, affermazioni apodittiche, fanatismo dottrinario e sarcasmo sprezzante, lo rendono particolarmente congeniale agli intellettuali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Come ho suggerito, il \u201ccontrollo\u201d \u00e8 la chiave dell\u2019appeal marxista per la futura societ\u00e0: controllo sulla produzione, che vuol dire dominio sulla societ\u00e0 e dunque comando e governo sugli altri uomini. In definitiva prendere il potere non \u00e8 un programma politico di poco conto, soprattutto se questo potere \u00e8 assoluto e la casta delle persone colte ne disporr\u00e0 a piacimento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Oggi viviamo ancora sotto l\u2019eco rifratta della lunga storia d\u2019amore fra gli intellettuali e Marx: solo un\u2019esaltazione uguale e di segno opposto per i prossimi due secoli potr\u00e0 \u201cmutare lo stato di cose esistenti\u201d. E tuttavia noi abbiamo fra le mani una teoria politica, quella libertaria, che promette alle classi dirigenti solo la fine del loro ruolo di direzione della societ\u00e0. Ci\u00f2 che auspichiamo \u00e8 una societ\u00e0 senza guida, nella quale le volont\u00e0 dei milioni di singoli uomini e donne interagiscano liberamente. Di fronte al marxismo e anche alle pi\u00f9 blande forme di collettivismo dobbiamo avere la piena consapevolezza di essere poco attraenti, di non avere nulla da offrire. La discussione \u00e8 appena all\u2019inizio, ma per restare in tema: questi sono i termini del problema:\u00a0<i>Hic Rhodus, hic salta<\/i>!<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Enclave numero 24\/2004 In una famosa lettera a Kugelmann del 1868, Marx lanciava il pi\u00f9 alto atto di accusa contro la societ\u00e0 borghese e il suo sistema economico: \u201cil problema della societ\u00e0 borghese \u00e8 che essa non ha il controllo della produzione\u201d. 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